Un plauso alla scelta del Comune di Spotorno e un appello affinché tutti i municipi costieri liguri seguano la stessa linea, nel rispetto della legge e del diritto di accesso al mare.
Legambiente Liguria e Mare Libero accolgono positivamente la decisione del sindaco Fiorino di applicare la direttiva regionale del 2008 sulla quota minima di spiagge libere, apprezzando la decisione dell’Amministrazione spotornese di rispettare la legge ed applicare la direttiva regionale che prevede la soglia minima del 40% di spiagge libere o libere attrezzate, auspicando che tutti gli altri comuni costieri liguri lo seguano in questo percorso di legalità.
A esprimere soddisfazione è Stefano Bigliazzi, presidente di Legambiente Liguria: "Finalmente un’importante presa di coscienza, quella del Sindaco di Spotorno, che sta già dando i primi frutti visto che a pochi giorni di distanza anche il sindaco di Borghetto Santo Spirito ha deciso di mettere a bando le concessioni. Le spiagge sono un bene comune e la legge prevede, giustamente, che una quota del 40% deve essere disponibile per tutti e non riservata a chi può permetterselo. È una misura di giustizia sociale ed ambientale che dovrebbero applicare tutti gli amministratori pubblici".
Sulla stessa linea Stefano Salvetti, referente di Mare Libero Liguria, che richiama il quadro normativo e giurisprudenziale: "Le concessioni sono scadute il 31 dicembre 2023 e tutte le proroghe sono illegittime, pertanto i comuni devono far rispettare le sentenze e dare seguito alla legge regionale. E seguendo l’esempio del Sindaco di Spotorno, chiediamo vengano indetti i bandi che dovranno essere co-progettati con le associazioni ambientaliste e dei consumatori, con le modalità indicate dall’art.55 della legge del terzo settore, includendo criteri ambientali e sociali, e dovranno essere aperti a tutti".
Bigliazzi e Salvetti ricordano inoltre come una recente sentenza del Tar Liguria abbia confermato l’illegittimità del rinvio generalizzato dell’applicazione della direttiva europea sul 40% di spiagge libere sull’intero territorio comunale. "Un ulteriore precedente importante che dà ragione a chi chiede il rispetto delle quote di legge – concludono Bigliazzi e Salvetti – soprattutto in una regione come la Liguria che ha circa il 70% di costa occupata da stabilimenti balneari, campeggi o complessi turistici".





