"Il numero dei consiglieri non lo decide il presidente, lo stabilisce la legge dello Stato, e io mi sono limitato ad applicarla. Oggi la normativa consente di fermarsi a nove: avrei preferito tornare a undici, ma ci atteniamo a quanto prevede la legge in attesa dell'aumento del numero dei consiglieri previsti a partire dalle prossime elezioni. Voglio essere chiaro, in Liguria la spesa complessiva non aumenta". Queste le parole del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, intervenuto oggi nel corso del consiglio regionale in merito alla nuova Giunta regionale.
"Rivendico inoltre con forza la scelta del civismo - prosegue Bucci - che mi appartiene dal 2017, dalla prima esperienza da sindaco di Genova. Civismo significa servizio ai cittadini e non spartizione di incarichi. Questo non vuol dire non dialogare con i partiti, significa non esserne condizionati, come invece sta accadendo al Partito Democratico. Il nostro è un modo di lavorare diverso dal loro, è più concreto e più vicino ai cittadini. Per questo motivo respingo una lettura meramente politica della scelta sugli assessori perché è una questione di metodo e risultati. Noi non applichiamo il manuale Cencelli, né tantomeno versioni 'al quadrato'. Una situazione ben diversa da quella della Puglia, dove si è scelto di governare con logiche di pura spartizione arrivando ad assegnare super consulenze a ex governatori che non hanno avuto un incarico in giunta. Questo non è il nostro modello. Quando parlo di territorio, infatti, non parlo di provenienza geografica degli assessori, ma della capacità di dare risposte concrete. Le esigenze del territorio sono quelle che arrivano dai cittadini, non certo quelle che servono a tenere in piedi equilibri politici".
Aggiunge il presidente Bucci: "A chi pensa che l’obiettivo sia semplicemente produrre atti amministrativi, rispondo che l’atto è un mezzo, non il fine. Il fine è fare le cose, ottenere risultati concreti, perché i cittadini non vivono di delibere ma di soluzioni. Chi sostiene che in questi anni non sia cambiato nulla, evidentemente non guarda ciò che accade. Penso alla sanità: i miglioramenti ci sono stati, ed è scorretto non riconoscerli. C’è una differenza enorme tra un disavanzo causato da inefficienze e un disavanzo dovuto a investimenti strategici. Sul tema dei rifiuti, poi, sento lezioni da un Partito Democratico che a Roma realizza i termovalorizzatori e qui non riesce nemmeno a esprimere una posizione unitaria; da una parte dice no, dall’altra dice sì. Noi invece proseguiamo confrontandoci con chi vive i territori, per chiudere il ciclo dei rifiuti. Concludo con un dato politico chiaro: i voti della maggioranza erano e restano 18. È una maggioranza con una forte identità, anche civica, che ha una visione chiara e che lo ha dimostrato lavorando, rimboccandosi le maniche. Alle critiche rispondiamo come abbiamo sempre fatto: andiamo avanti con ancora maggiore determinazione".





