Come previsto da Arpal, la neve ha fatto capolino in diverse zone della Val Bormida, con accumuli significativi solo in alcune aree, mentre nei territori più bassi si è vista soltanto una leggera spolverata. La situazione ha riacceso sui social il dibattito sulla chiusura delle scuole in caso di allerta meteo, provvedimento adottato da tutti i Comuni valligiani. Tra i commenti più ricorrenti, quello che suggerisce: "Bastava consultare un qualsiasi sito meteorologico prima di chiudere le scuole".
A spiegare le ragioni di questa scelta è intervenuto il sindaco di Carcare, Rodolfo Mirri: "Una volta si andava a scuola anche con la neve, ed è vero: le scuole raramente venivano chiuse. Ma oggi il contesto è completamente diverso".
"Quando la Protezione civile emette un’allerta, il sindaco ha l’obbligo di attenersi alla legge e di tutelare la sicurezza dei cittadini, a partire dai più piccoli. Non è una scelta “di comodo”, né una decisione presa alla leggera. Sui social si commenta molto, ma spesso si dimentica un punto fondamentale: se dovesse succedere qualcosa a un bambino, la responsabilità ricadrebbe sul primo cittadino e sull'amministrazione, e il cittadino non esiterebbe a rivalersi legalmente".
"Oggi non è più come vent’anni fa: le responsabilità sono più chiare, le conseguenze più pesanti e la sicurezza viene prima di tutto. Prima di giudicare, bisognerebbe conoscere le regole e le responsabilità di chi è chiamato a decidere", conclude Mirri.