Stop al parcheggio pubblico nell’area privata di via Roma, conosciuta come ‘ex casone’, all’incrocio con il bivio per Montenotte, regolato con il disco orario.
A comunicarlo è l’amministrazione comunale di Altare che, tramite un post sulla pagina social del Comune, ha informato la cittadinanza dell’immediata interdizione alla sosta e, per estrema trasparenza, ha spiegato le ragioni del mancato accordo con la proprietà dell’area, che non consentiranno più l’utilizzo degli spazi.
“Da anni esisteva un contratto di comodato gratuito che permetteva la fruizione degli stalli lato marciapiede ad uso parcheggio pubblico, regolamentato da zona disco – spiega l’amministrazione Briano –. Nel 2025, al momento del rinnovo del contratto, i proprietari dell’area hanno avanzato al Comune la proposta di trasformarlo in un contratto oneroso, con il pagamento di un canone mensile”.
Tale istanza era apparsa legittima all’amministrazione comunale, che si era resa disponibile a valutare un accordo in tal senso. “Tuttavia, l’importo richiesto non è risultato in linea con i prezzi di mercato ed è stato ritenuto troppo esoso per le casse comunali. In assenza di margini di trattativa, nonostante la posizione strategica per il paese, siamo stati costretti a comunicare, almeno per ora, che l'area non avrà più utilizzo pubblico".
Sulla vicenda è intervenuto anche il gruppo di opposizione “Altare con Noi, Insieme”. “Se la convenzione è scaduta ad agosto 2025, come sembra, le multe emesse da quella data potrebbero non essere lecite – commenta Giuseppe Grisolia –. Sarà necessario chiarire, e questa sarà una domanda che faremo all’amministrazione, quante sanzioni sono state effettivamente elevate e se le considerano valide, visto che non c’era una convenzione in corso per il parcheggio. Dal punto di vista legale, secondo noi non sarebbero lecite”.
Secca la replica dell’amministrazione Briano sulla questione delle multe, a difesa della loro legittimità: "L’area era sotto la giurisdizione del Comune e poteva essere utilizzata fino a quando i proprietari non avessero posizionato una sbarra. Sapevano che ci avrebbero dato comunicazione una settimana prima dell’installazione, come è avvenuto, e ci siamo subito mobilitati per rimuovere i cartelli. Da parte nostra non c’è alcuna polemica: ci dispiace tantissimo, ma purtroppo non era possibile soddisfare le richieste dei proprietari".





