L'impegno di chiedere un ordine del giorno il 3 febbraio per discutere della vicenda Sanac.
Questo è quanto è emerso nell'incontro di ieri nella sede dell'Unione Industriali di Savona tra l'assessore regionale Paolo Ripamonti e l'rsu aziendale.
Dopo la scadenza della presentazione delle manifestazioni d'interesse dello scorso 9 gennaio erano state aperte le buste e una riguardava l'intero perimetro aziendale oggetto del bando, una sola per lo stabilimento di Vado Ligure e una per quello di Massa.
Secondo quanto emergerebbe tutte le manifestazioni risulterebbero coerenti con i requisiti richiesti dal bando e sarà attribuito un carattere preferenziale a quella che prevede l'intera acquisizione del complesso composto dai quattro stabilimenti (Assemini, Gattinara, Massa e Vado).
Verrà inviata dai commissari un'istanza al Ministero delle Imprese e del Made in Italy nella quale verrà chiesta, prima del parere favorevole del Comitato di Sorveglianza, l'autorizzazione alla prosecuzione della procedura di gara ed all'ammissione dei tre partecipanti alla fase di due diligence.
Nel frattempo però i rappresentanti dei lavoratori chiedono che venga tenuta alta l'attenzione dalla politica regionale perché non si verifichi uno spacchettamento.
"Abbiamo ribadito la nostra contrarietà allo spacchettamento, accordati per avere un'interlocuzione piu veloce per abbattere i tempi e seguirci passo dopo passo, in attesa che il comitato di vigilanza ci dica qualcosa sui possibili compratori" spiega Alessandro Bonorino, Filctem Cgil che era presente all'incontro insieme a Matteo Panetta e Marco Giavina, Femca Cisl - Come rsu presseremo la Regione per far sì che chieda atti concreti da inviare al Ministero".
Attualmente nello stabilimento vadese che produce materiali refrattari sono presenti 50 lavoratori con la cassa integrazione che si è azzerata perché sono presenti una copertura di ordini fino a febbraio-marzo.





