"No alla moschea a Genova e a nuovi centri islamici nel capoluogo e nelle altre città della Liguria. Necessario intraprendere azioni incisive anche per il rispetto delle norme vigenti che disciplinano l’urbanistica dei servizi religiosi".
Lo hanno dichiarato i consiglieri regionali della Lega Sara Foscolo (capogruppo), Sandro Garibaldi (vice capogruppo) e Armando Biasi (presidente della III commissione attività produttive.
"Attualmente la situazione più a rischio è a Genova, dove sono stati aperti o sono in via di apertura centri islamici (per esempio in vico Caprettari o nel quartiere di Teglia), che se non sono dotati di determinati servizi a livello urbanistico potrebbero generare affollamenti difficili da gestire in viabilità troppo piccole o già congestionate, provocare conflitti con i residenti, aprire spazi a derive radicali".
"La modifica fatta dal centrodestra nell’ottobre 2016 alla legge regionale n. 4 del gennaio 1985 sulla disciplina urbanistica dei servizi religiosi, ha infatti introdotto un articolo per cui ‘ogni soggetto, pubblico o privato, che intenda realizzare attrezzature di interesse comune di tipo religioso è tenuto a presentare apposita istanza secondo le modalità e le procedure previste dalle disposizioni nazionali e regionali in materia’", aggiungono.
"Pertanto, la Lega ha presentato un’interrogazione in Regione Liguria per sapere dalla Giunta Bucci quali azioni intenda intraprendere sul tema delle realizzazioni di edifici religiosi nelle disposizioni urbanistiche dei Comuni liguri, per l’appunto già previste dalla normativa di settore", concludono.





