Un quartiere che si solleva e chiede a gran voce che il consultorio di via Zara non venga trasferito in via Collodi. Lo fa lanciando una raccolta firme su Change.org e presso alcuni negozi di Villapiana, oltre alla SMS San Lorenzo, dove la petizione è partita sabato scorso. Sono lo Spaccio pannolini di via Verdi, Luxottica di via Don Bosco, l’edicola di via Torino (zona farmacia Piemontese) e il negozio di alimentari Dalla Vale (ma potrebbero aggiungersi altre attività commerciali).
Il consultorio, con il punto prelievi, sarà trasferito alla Casa di comunità di via Collodi, insieme al consultorio di via Chiavella. Una decisione che metterebbe in difficoltà le tante persone anziane del quartiere di Villapiana che, per un prelievo, dovrebbero recarsi fino in via Collodi.
“Ci siamo attivati immediatamente – spiega il sindaco Marco Russo – appena avuta la notizia, venerdì scorso, e abbiamo chiesto subito un incontro urgente con l’Asl che si terrà nelle prossime ore”. Per Palazzo Sisto, come già detto dall’assessore Viaggi, è importante che ci sia una concertazione sulla dislocazione dei servizi sociosanitari sul territorio cittadino.
Il tema unisce maggioranza e opposizione: sullo spostamento del consultorio interviene anche il consigliere comunale di minoranza Piero Santi.
“In merito alla decisione dei vertici dell’Asl di trasferire il consultorio di Villapiana, attualmente in via Zara – dice Santi – esprimo tutto il mio dissenso e tutta la mia contrarietà come consigliere comunale, ma soprattutto come residente nel quartiere.
Come è pensabile che persone anziane che abitualmente usufruiscono del prezioso servizio fornito dal consultorio si rechino in via Collodi, nuova sede scelta, che dista chilometri da quella attuale? Chi ha avuto questa sciagurata idea sa che il quartiere di Villapiana ha un’altissima percentuale di residenti in età avanzata, con difficoltà a deambulare e quindi a spostarsi? Io credo proprio di no”.
“Non è accettabile – conclude Santi – anteporre il risparmio, accentrando i servizi in un’unica sede, al servizio fornito ai cittadini. I vertici dell’Asl conoscono i numeri degli abituali frequentatori del servizio? Io credo proprio di no. Occorre mobilitarsi, ognuno per i propri ruoli, e cercare con ogni mezzo di bloccare il trasferimento”.





