Cronaca - 03 febbraio 2026, 13:17

Truffa del "finto carabiniere" a Cairo: anziana derubata di gioielli per 15mila euro, tre arresti

I militari dell'Arma hanno fermato due donne di 19 anni e un uomo di 34 anni, tutti della provincia di Napoli

Truffa del "finto carabiniere" a Cairo: anziana derubata di gioielli per 15mila euro, tre arresti

A pochi giorni dall’arresto di un quarantenne campano in relazione a una truffa del “finto carabiniere” a Cairo Montenotte, i militari dell'Arma del Comando Provinciale di Savona – quelli veri – hanno messo a segno un altro duro colpo ai danni di una banda d’impostori che hanno colpito di nuovo lo scorso weekend.

Nella mattinata di sabato scorso i malviventi hanno imperversato in Val Bormida, provando una serie d’inganni telefonici e, infine, riuscendo nel loro intento. Un’anziana settantenne residente di Cairo Montenotte è stata contattata telefonicamente da un sedicente “Maresciallo dei Carabinieri” che, con toni concitati e allarmistici, le ha riferito di una presunta rapina ad una gioielleria, compiuta con un’auto targata come quella del marito della donna.

Con il consueto copione tristemente noto, l’impostore ha creato un clima di urgenza e paura, convincendo la vittima a “collaborare”, consegnando i propri gioielli per una fittizia comparazione con quelli oggetto del reato. A dimostrazione della prontezza e della capacità d’improvvisazione dei malviventi, nemmeno l’arrivo a casa del marito è servito a farli desistere: hanno infatti colto la palla al balzo e dato precise istruzioni per indurre l’uomo a recarsi in caserma per spiegare la sua situazione, cosa che l’anziano ha fatto.

Approfittando della breve finestra temporale prima che l’inganno fosse smascherato, due donne si sono presentate presso l’abitazione dell’anziana signora, qualificandosi a loro volta come appartenenti all’Arma, e sono riuscite a farsi consegnare alcuni gioielli per un valore complessivo di circa 15.000 euro, dileguandosi poi immediatamente.

Anche questa volta, però, la reazione dei Carabinieri della Stazione di Cairo Montenotte è stata immediata. Le ricerche sono partite senza soluzione di continuità e non si sono mai interrotte. L’individuazione dell’auto utilizzata per la truffa, grazie alla descrizione delle due truffatrici fornita dalla vittima, è stata praticamente immediata. Da lì è scattata una caccia al veicolo tramite le immagini delle telecamere di videosorveglianza cittadina e specifiche tecniche d’indagine, che ne ha consentito la precisa localizzazione e il tracciamento del percorso fino ad arrivare, nel giro di poche ore, alla sua intercettazione lungo l’asse di rientro verso il Sud Italia.

L’intervento finale è stato il risultato – di nuovo – di una perfetta sinergia tra i Carabinieri di Cairo Montenotte e la Polizia Stradale di Orvieto, che ha fermato l’auto e proceduto ai controlli. A bordo viaggiavano due donne di 19 anni e un uomo di 34 anni, tutti della provincia di Napoli, l’uomo, già noto alle Forze dell’Ordine, verosimilmente la voce al telefono che ha persuaso l’anziana di essere un maresciallo e non un volgare truffatore. Nonostante i tentativi di negare le responsabilità da parte dei tre, la perquisizione ha consentito sia di individuare con certezza gli indumenti utilizzati durante il raggiro, chiaramente riconoscibili nei filmati acquisiti, che di rinvenire i preziosi sottratti all’anziana.

La vittima ha poi riconosciuto senza esitazione sia i propri gioielli, che le autrici della truffa, permettendo così di fondare l’arresto dei tre non su ipotesi accessorie come la ricettazione, ma proprio sul reato di truffa, e di determinare la quasi flagranza del reato, non essendosi mai interrotte le ricerche dal momento della commissione del fatto.

A differenza di quanto accade spesso in questi casi, tutti i preziosi sono stati recuperati e saranno presto restituiti alla legittima proprietaria, a dimostrazione concreta che denunciare serve e, se lo si fa subito, può fare un’enorme differenza per sé stessi e per gli altri.

L’arresto è stato successivamente convalidato dall’Autorità Giudiziaria del luogo dell’arresto, che ha disposto nei confronti degli indagati la misura cautelare dell’obbligo di dimora nei rispettivi comuni di dimora, tutti dell’area campana, in attesa del processo.

L’episodio, il secondo scoperto a brevissima distanza dal precedente, ribadisce un concetto fondamentale: i Carabinieri non chiedono mai denaro, gioielli o altri beni per evitare arresti, risolvere indagini o “sistemare” situazioni giudiziarie. Qualunque richiesta di questo tipo è sempre, senza alcuna eccezione, una truffa. In caso di qualunque dubbio è pertanto buona norma interrompere ogni comunicazione e rivolgersi al numero unico di pronto intervento 112.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU