La tassa sui rifiuti continua a pesare sulle tasche dei savonesi. Secondo l'indagine del Servizio politiche fiscali della Uil, Savona si colloca al ventesimo posto nella classifica nazionale dei capoluoghi con la Tari più elevata, con un costo medio di 440 euro per nucleo familiare nel 2025. Un dato che supera di 90 euro la media italiana, attestata a 350 euro, e che segna un incremento del 5,80% rispetto ai 416 euro dell'anno precedente. Il calcolo, precisa lo studio, si basa su un nucleo tipo di quattro componenti con un'abitazione di 80 metri quadrati.
L'andamento degli ultimi anni mostra una tendenza al rialzo pressoché costante. Nel 2020 una famiglia savonese pagava 377 euro, saliti a 405 nel 2021 per poi stabilizzarsi intorno ai 400 euro nel biennio successivo. Dal 2024 però la curva ha ripreso a salire, portando la città a consolidare la sua posizione nella fascia alta della graduatoria.
Il quadro ligure presenta peraltro differenze marcate tra i quattro capoluoghi. Genova guida la classifica regionale e occupa il quinto posto nazionale con 518 euro, mentre Imperia si ferma a 330 euro. Il dato più sorprendente riguarda La Spezia, che con soli 180 euro risulta il capoluogo più economico dell'intera penisola, meno della metà di quanto si paga a Savona e quasi un terzo rispetto a Genova.
Lo studio della Uil evidenzia come la gestione dei rifiuti resti una delle principali criticità dei servizi pubblici locali italiani, con squilibri territoriali che il sindacato definisce "evidenti iniquità".
A guidare la classifica delle città più onerose è Pisa con 650 euro, seguita da Brindisi, Pistoia, Trapani e appunto Genova. Sul fronte opposto, oltre a La Spezia, si distinguono per costi contenuti Belluno, Novara, Fermo e Cremona, tutte sotto i 220 euro.





