Attualità - 06 febbraio 2026, 19:15

Savona, archetti per 267 condomini, Marino: "Autorizzazione del Comune inappropriata, valutiamo di impugnarla al Tar"

L’installazione per delimitare i bidoni condominiali riaccende la polemica sul sistema di raccolta rifiuti. L’associazione Cultura, diritti sviluppo parla di scelta inappropriata e costosa

Savona, archetti per 267 condomini, Marino: "Autorizzazione del Comune inappropriata, valutiamo di impugnarla al Tar"

Dopo i mastelli gli archetti. L'associazione Cultura, diritti sviluppo interviene sulla decisione di Sea-S, autorizzata dal Comune alla manomissione del suolo pubblico, di installare 267 archetti a delimitare i bidoni condominiali di vari quartieri della città che adottano questo sistema di raccolta. Una decisione che l'associazione si propone di impugnare al Tar per bloccarla.

Analizziamo la situazione dal punto di vista cittadino - spiega Alice Greta Marino dell'associazione - A maggio la cittadinanza era in attesa di capire la soluzione per 271 condomini che non disponevano di pertinenze nell'edificio, amministrazione e Sea-S hanno optato per il posizionamento di centinaia di mastelli condominiali su suolo pubblico,  in quella condizione una parte di cittadini è avvantaggiata rispetto a chi ha dovuto occupare pertinenze private o utilizzare dispositivi individuali, ma nel complesso entrambi i casi opterebbero volentieri una soluzione di tipo isola ecologica a tessera o chiave, che raggruppi più condomini". 

Ora l'autorizzazione a Sea-S da parte del Comune alla manomissione del suolo pubblico per l'installazione di archetti volti a contenere i bidoni condominiali.

"Sono 260 condomini presumibilmente dalla conta dei civici – prosegue Marino - La prima riflessione riguarda l'impatto visivo che questa opera porta alla città, abbiamo per mesi assistito alla ripetuta narrazione dei sostenitori di questo sistema, che la rimozione dei cassonetti stradali avrebbe portato decoro, ordine e pulizia nelle nostre vie cittadine ed ora cosa diranno dal momento che ogni portone dovrebbe frontalmente avere un opera muraria che delimita i bidoni, piuttosto che delle ceste in metallo, oppure della plastica libera dove non previste". 

La seconda riflessione dell'associazione é di natura economica. 

"Ogni variazione comporta costi aggiuntivi non inizialmente previsti- prosegue Marino - nemmeno nel famoso piano, dunque ora pensando di posizionare minimo due archetti per ogni portone in oggetto, si ha un idea di spesa compresa di manodopera, immaginiamo che i conti siano stati fatti, e questi gravano su tutti gli utenti. Costi che non migliorano il sistema ne risolvono la situazione del degrado che ha portato questo sistema, ma sopratutto che gravano su tutti. A prescindere dall'operatività della Sea-s che tra l'altro ha assunto operatori validi che non hanno responsabilità del disagio che si vive in città, il problema é alla base". 

Non è un mistero che la città di Savona sia quella con la Tari tra le più alte d'Italia, cosa che, secondo l'associazione, richiederebbe valutazioni approfondite  sulle proposte già presentate. 

"Questi non sono correttivi, sono soluzioni tampone ed in qualità di rappresentante di una parte di cittadinanza che chiede un sistema differente - prosegue Marino -  che si sente discriminata, che vede una svalutazione immobiliare e ghettizzazione di zone cittadine, è doveroso far presente. Stiamo valutando di impugnare questa autorizzazione a nostro avviso inappropriata. Abbiamo tra l'altro letto che la domanda è stata presentata a settembre ,e siamo rimasti sorpresi dalle ultime dichiarazioni nel quale risultano anche già acquistati, e se questa fosse stata respinta?".

Elena Romanato

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