TESTO: La classificazione dei Comuni montani è uscita dalla fase di stallo grazie a un accordo raggiunto in Conferenza Unificata tra Regioni, Province e Comuni. A darne notizia è stato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, annunciando una nuova intesa che definisce i criteri per individuare i Comuni montani e aggiorna ufficialmente la loro catalogazione.
Secondo la nuova classificazione, i Comuni montani in Italia saranno complessivamente 3.715. In Liguria il numero sale a 142, un dato frutto di un percorso articolato e ancora in parte in evoluzione. L’accordo riguarda in particolare le modalità di prima applicazione dei criteri: sul piano istituzionale è stata raggiunta un’intesa con Comuni e Province, mentre le Regioni si sono espresse a maggioranza favorevole, senza unanimità. Proprio le Regioni, tuttavia, hanno votato all’unanimità una deroga al termine dei 30 giorni per il passaggio in Consiglio dei Ministri, consentendo così di procedere con l’iter previsto.
Per la Liguria si tratta di un risultato significativo rispetto alla prima proposta ministeriale, che individuava 106 Comuni montani. La controproposta avanzata dall’assessore regionale Piana aveva portato il numero a 130, ulteriormente incrementato grazie alle iniziative di Anci e di diversi Comuni che hanno agito con specifici atti amministrativi. Le proiezioni provvisorie parlano oggi di 142 Comuni montani in tutta la regione.
In provincia di Savona i Comuni classificati come montani sono 45: Altare, Arnasco, Balestrino, Bardineto, Boissano, Bormida, Cairo Montenotte, Calice Ligure, Calizzano, Carcare, Casanova Lerrone, Castelbianco, Castelvecchio di Rocca Barbena, Cengio, Cosseria, Dego, Erli, Giustenice, Giusvalla, Loano, Magliolo, Mallare, Massimino, Millesimo, Mioglia, Murialdo, Nasino, Onzo, Orco Feglino, Osiglia, Pallare, Pana Crixia, Pietra Ligure, Plodio, Pontinvrea, Rialto, Roccavignale, Sassello, Stella, Stellanello, Testico, Toirano, Urbe, Varazze, Vendone. Tra i nuovi ingressi figurano Loano e Pietra Ligure, per la presenza del Monte Carmo (1.389 metri), e Varazze, per il Monte Beigua (1.287 metri). Restano invece esclusi Cisano sul Neva, Garlenda, Ortovero, Tovo San Giacomo, Vezzi Portio, Zuccarello, Andora, Albenga, Ceriale, Villanova d’Albenga, Quiliano e Vado Ligure.
A commentare l’esito del confronto è Lucia Moscato, sindaco di Testico, coordinatrice della Commissione Pari Opportunità di Anci e coordinatrice regionale Uncem: “Siamo moderatamente ottimisti, ma non abbassiamo la guardia. Alcuni risultati sono stati raggiunti e criticità importanti sono state contenute, ma non possiamo ancora dirci soddisfatti». Moscato ricorda come l’Anci sia stata la prima a lanciare l’allarme, insieme a Uncem, attiva da oltre un anno nel segnalare i rischi di una classificazione penalizzante: «Dopo momenti di empasse, siamo finalmente arrivati a un punto di confronto più costruttivo”.
Al centro del ragionamento c’è una visione ampia della montanità. “È un sistema complesso – sottolinea – che non può essere definito solo da confini geografici. Contano anche gli aspetti culturali, la storia delle comunità, la tradizione delle professioni. Tutto questo non può essere escluso da una tutela necessaria, che è anche una questione di pari opportunità per cittadini e imprese”. Moscato richiama inoltre i segnali positivi registrati negli ultimi anni, con flussi in crescita verso le aree montane e una conseguente movimentazione economica: “Era fondamentale proseguire su questa strada, evitando interventi peggiorativi”.
Resta aperto il nodo delle risorse. “Le attuali risorse programmate, circa 200 milioni di euro l’anno e forse nemmeno, sono molto lontane dal poter produrre ricadute sostanziali – conclude – considerando le difficoltà nella cura del territorio e le carenze nei servizi essenziali per cittadini e imprese”. Per questo, l’attesa ora è rivolta a una “presa in carico a livello nazionale, affinché i principi sanciti dagli articoli 3 e 44 della Costituzione si traducano in scelte concrete più coraggiose e articolate nel rispetto delle peculiarità con cui la montanità si esprime in ogni regione italiana, specie in una regione come la Liguria”.
“Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato senza sosta, anche durante il periodo delle festività natalizie, per non lasciare nulla di intentato: l’assessore regionale Piana, Anci Liguria nelle persone del presidente Peracchini, del direttore Vinai, del coordinatore della Commissione Montagna Galliano, del coordinatore regionale dei Piccoli Comuni Natta, la collega sindaca di Lucinasco, Marilena Abbo, Uncem nella persona del presidente Marco Bussone e tutte le delegazioni regionali che hanno contribuito alla discussione e riesame delle proposte in campo oltre i tavoli di lavoro con il Ministero agli Affari Regionali. Con loro si è operato in modo costante per predisporre e rafforzare l’azione dei Comuni, in integrazione con quanto già era in corso, insieme a tutti gli amministratori che, a vario titolo, hanno contribuito a un lavoro di squadra che ha prodotto risultati importanti, pur senza poterci dire ancora pienamente soddisfatti. Nessun Comune deve restare solo o isolato: ogni nostro referente continuerà a essere attivo per garantire una maggiore salvaguardia dei territori montani e delle loro comunità”.





