Il dibattito sulle concessioni demaniali delle spiagge intensificatosi in queste settimane anche a causa di quelle scadenze europee “che il nostro Paese non potrà continuare a ignorare”, è un tema che “riguarda tutti, ossia cittadini, imprese, lavoratori fissi e stagionali” e che, soprattutto in una regione come la Liguria, “non può essere disatteso o sottovalutato”.
Lo sottolineano Andrea Pasa e Giovanni Tiglio, rispettivamente segretari generali di Cgil e Filcams Savona, ricordando come la partita delle concessioni non riguardi soltanto il futuro degli stabilimenti balneari, ma chiami in causa il modello di sviluppo turistico, la qualità del lavoro e le tutele occupazionali in un comparto strategico per l’economia del territorio, nel quale è ormai indispensabile “un cambio di passo” che metta al centro regole chiare, diritti e una crescita sostenibile capace di tenere insieme imprese, lavoratrici e lavoratori.
“Nel savonese ad esempio - affermano - il territorio ha saputo cogliere le tante opportunità offerte dal comparto del turismo che nel tempo ha generando una quota rilevante di ricchezza, non sempre però accompagnata da buona occupazione. Il settore è infatti uno dei più parcellizzati, dove l’occupazione generata è prevalentemente precaria e quindi con bassi salari, e dove spesso si annidano ampie sacche di sfruttamento. Non si è pertanto in presenza di un modello vincente né per le imprese, né per il territorio, né tanto meno per chi ci lavora. Quel modello va cambiato con urgenza perché solo con un salto di qualità si garantisce continuità alle imprese, stabilità a lavoratrici e lavoratori”.
Da qui la necessità di “costruire un modello alternativo, in cui qualità del lavoro e sviluppo economico possano coesistere, creare un metodo di lavoro e di collaborazione tra amministrazione e rappresentanti dei lavoratori del settore che possa diventare un modello replicabile”.
In questo percorso, spiegano i sindacati, “è importante il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nel confronto complessivo, ma soprattutto un'azione preventiva nella costruzione dei bandi, in una logica di riqualificazione del sistema turistico regionale con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’occupazione dell’intero comparto, dando vita ad un modello alternativo, dove qualità del lavoro e sviluppo coesistono”. I bandi per l’affidamento delle concessioni demaniali, secondo Cgil e Filcams, devono quindi contenere “requisiti precisi e mirati alla qualità del lavoro e delle imprese”.
In questa prospettiva, la direttiva Bolkestein “deve diventare un’opportunità per escludere chi non rispetta le regole, a partire da chi non applica i contratti nazionali di lavoro firmati dalle sigle maggiormente rappresentative e da chi elude le norme su salute e sicurezza sul lavoro”. Questa, secondo il sindacato, deve essere anche “l’occasione per ridefinire le regole del mercato del lavoro nel turismo, garantendo al personale fisso e stagionale, attraverso clausole sociali e specifiche normative, la continuità occupazionale anche in caso di cambio di concessionario, il pieno rispetto delle normative contrattuali e di legge come il rispetto dei riposi settimanali, delle retribuzioni, delle pause, il riconoscimento delle maggiorazioni per lavoro supplementare straordinario e festivo, il rispetto delle pause e dei limiti dell’orario di lavoro giornaliero”.
Tra le condizioni ritenute “indispensabili” da inserire nei bandi, i sindacati indicano anche “una durata più lunga dei contratti di lavoro, come strumento concreto per contrastare la precarietà strutturale del settore e garantire maggiore stabilità occupazionale e dignità salariale alle lavoratrici e ai lavoratori”. L’estensione della durata contrattuale permette infatti, secondo Cgil e Filcams, “anche attraverso il ricorso alla NASpI, di ridurre in modo significativo i mesi senza reddito tra una stagione e l’altra”.
I nuovi bandi saranno gestiti dai Comuni e, proprio in virtù di questa procedura, “nei giorni scorsi le organizzazioni sindacali unitariamente hanno incontrato l’amministrazione comunale di Spotorno”. Un confronto definito “positivo”, che “ha permesso di porre le basi per la definizione di un protocollo di intesa” sulle politiche di promozione del lavoro di qualità nei bandi e che “può diventare un modello di percorso da portare avanti anche con gli altri Comuni della provincia”.
In questo quadro, sottolineano infine i due segretari, “stridono pesantemente” alcune prese di posizione politiche. In particolare, “le dichiarazioni di alcuni consiglieri regionali che oggi dicono di voler difendere le concessioni e gli operatori balneari”, mentre “fino a poche settimane fa si erano addirittura dichiarati favorevoli al progetto del rigassificatore nell’area marina protetta di fronte alle spiagge di Spotorno e Bergeggi”. Un contrasto che, secondo Cgil e Filcams, rende ancora più urgente “un confronto serio e coerente sul futuro del turismo e del lavoro nel nostro territorio”.





