Agricoltura - 10 febbraio 2026, 13:24

Giornata dei legumi, Coldiretti Liguria: "Consumi in crescita ma 3 piatti su 4 arrivano dall’estero"

L’associazione sottolinea l’importanza dei prodotti vegetali per l’alimentazione, l’ambiente e l’economia agricola, minacciati però dalle importazioni a basso costo

In occasione della Giornata mondiale dei legumi, che si celebra il 10 febbraio su iniziativa della Fao, Coldiretti Liguria richiama l’attenzione su un comparto fondamentale per l’alimentazione, l’ambiente e l’economia agricola, ma sempre più minacciato dalla concorrenza delle importazioni a basso costo.

Piselli, fagioli, ceci e lenticchie sono oggi presenti sulle tavole di oltre metà degli italiani almeno qualche volta a settimana, con una spesa complessiva che ha raggiunto 1,3 miliardi di euro l’anno, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat. Un trend che riguarda anche la Liguria, dove cresce l’interesse dei consumatori verso prodotti sani, sostenibili e legati al territorio.

I legumi rappresentano una straordinaria fonte di proteine vegetali e fibre, utili per l’equilibrio intestinale e per il controllo di glucosio e colesterolo nel sangue. Sono inoltre ricchi di sali minerali come ferro, calcio, potassio, fosforo e magnesio, oltre a vitamine del gruppo B. Dal punto di vista ambientale, le colture leguminose contribuiscono alla fertilità dei suoli grazie alla capacità di fissare l’azoto, riducendo l’uso di fertilizzanti chimici e l’impatto sulle risorse idriche. Nel complesso, tuttavia, tre piatti su quattro di fagioli, lenticchie e ceci consumati in Italia arrivano oggi dall’estero, una dipendenza che mette a rischio le produzioni locali anche in Liguria.

Un patrimonio di grande valore, rappresentato in particolare dai fagioli di Badalucco, Pigna e Conio, coltivati sui terrazzamenti in pietra a secco dell’entroterra imperiese. Qui, nei punti più alti delle valli, dove i terreni sono sciolti e ben drenati, la selezione naturale ha dato origine a tre tipologie differenti per forma e dimensioni, accomunate da una buccia sottile e da una pasta morbida e delicata. Produzioni di nicchia oggi riconoscibili grazie al Sigillo Campagna Amica, garanzia di origine e tracciabilità.

Tuttavia, come nel resto d’Italia, anche queste coltivazioni sono messe a rischio dalla crescente dipendenza dall’estero. Nel 2024 l’Italia ha importato oltre 500 milioni di chili di legumi, a fronte di una produzione nazionale di circa 170 milioni di chili, con la conseguenza che tre piatti su quattro di fagioli, lenticchie e ceci consumati nel nostro Paese provengono dall’estero, spesso da Paesi dove non valgono le stesse regole in materia di ambiente, salute e diritti dei lavoratori.

“Difendere i legumi liguri significa difendere il territorio e le aree interne”, sottolineano Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, Delegato Confederale. “In una regione fragile come la nostra, produzioni come i fagioli di Badalucco, Pigna e Conio rappresentano un simbolo delle produzioni nostrane, oltre che un presidio agricolo fondamentale contro l’abbandono e il dissesto”. 

In una regione di nicchia come la Liguria, dove le quantità prodotte sono limitate ma il valore è elevato, il rischio di italian sounding è ancora più alto. La perdita di queste micro-produzioni significherebbe non solo meno reddito per gli agricoltori, ma anche la scomparsa di un patrimonio identitario e l’accentuarsi dello spopolamento delle aree interne. Scegliere legumi liguri significa sostenere coltivazioni localizzate in zone marginali dell’entroterra e contribuire concretamente alla tutela del territorio.

Concludono Boeri e Rivarossa: “Invitiamo i consumatori a scegliere legumi che indichino chiaramente l’origine italiana, privilegiando le produzioni locali e l’acquisto diretto nei mercati di Campagna Amica, dove è possibile sostenere gli agricoltori liguri e portare in tavola prodotti autentici e di qualità”.

Redazione

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