"Esprimiamo la più ferma e indignata condanna per il gesto compiuto dall’Azienda, che ha disposto la rimozione dei fiori deposti presso il deposito di Savona Legino in ricordo del Lavoratore tragicamente deceduto sul lavoro la sera dell’8 febbraio 2023".
A dirlo i sindacati dopo che i fiori in memoria di Stefano Macciò, l'operaio che tre anni fa morì schiacciato in mezzo a due mezzi durante un intervento nel deposito di Tpl Linea, sono stati tolti.
"Quei fiori, collocati dai Colleghi e dalla Famiglia, rappresentavano un segno semplice ma profondo di memoria, rispetto e vicinanza. La loro rimozione costituisce un atto grave e inaccettabile, che lede la dignità della persona scomparsa, mortifica il dolore dei familiari e ferisce la sensibilità di tutti i lavoratori - continuano le organizzazioni sindacali - Riteniamo che una decisione di tale natura, assunta in modo unilaterale dall’Azienda, sia espressione di una mancanza di sensibilità e di rispetto verso l’intera comunità aziendale. La memoria di un collega caduto sul lavoro non può essere oggetto di gesti che ne cancellino il valore umano e simbolico".
"Rispetto a quanto accaduto, chiediamo di conoscere la posizione dell’azienda e degli Enti proprietari in primis Comune e Provincia sul gesto compiuto, affinché si ribadisca il valore della memoria e del rispetto dei lavoratori anche nelle decisioni aziendali. Chiediamo inoltre che venga immediatamente ripristinato uno spazio dignitoso di commemorazione e che l’Azienda si assuma pienamente la responsabilità di quanto accaduto, nel rispetto dei principi di umanità e tutela della dignità che devono guidare chi gestisce e rappresenta l’organizzazione" concludono.
53 anni di Sassello, capo officina, quella sera terribile scomparve dopo aver recuperato un mezzo in panne con il carroattrezzi. All'interno dell'area aziendale poi si era verificato l'incidente mortale. Subito i sindacati e i lavoratori avevano avviato un'azione di sciopero con al centro il tema della sicurezza sul posto di lavoro.





