"Sanità, istruzione, infrastrutture e lavoro: Savona non può più aspettare. Sono settimane che il Governo prova ad anestetizzare il Paese parlando delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 e del Festival di Sanremo. Ora basta. È il momento di tornare a parlare — e soprattutto a risolvere — dei problemi reali delle persone. Problemi che colpiscono lavoratori e lavoratrici, pensionati, studenti, donne e giovani e che, in provincia di Savona, stanno peggiorando di giorno in giorno".
Così commenta il segretario generale della Cgil Savona, Andrea Pasa, che aggiunge: "Come sindacato chiediamo al Governo e alla Regione Liguria risposte concrete. Le istituzioni locali vengono sistematicamente scavalcate, svuotate di autorevolezza, ignorate, mentre si depotenziano servizi pubblici, si privatizzano funzioni essenziali, si chiudono attività produttive e si alimenta la precarietà, pur in presenza di risorse pubbliche erogate alle imprese. Non è casualità: è una scelta politica".
"Nel 2025 oltre il 90% dei nuovi contratti in provincia è precario: il 47% part-time, il 30% stagionale. Dieci morti sul lavoro in un anno rappresentano un record negativo inaccettabile. Le malattie professionali crescono del 20%, le denunce di infortunio sono 3.310. Oltre 15 mila lavoratori hanno redditi inferiori ai 10.000 euro lordi annui: poveri mentre lavorano, destinati a pensioni da povertà. Senza una vera politica industriale, il rischio è la deindustrializzazione: meno produzioni, meno competenze, meno futuro e più lavoro povero. Anche la cassa integrazione cresce del 6,1% rispetto al 2024".
"La riforma sanitaria regionale mostra già gravi criticità: consultori che chiudono o si spostano, rete territoriale depotenziata, liste d’attesa fuori controllo. Chiediamo al presidente Bucci quando riaprirà il punto nascita di Pietra Ligure, quando torneranno H24 i punti di primo intervento di Cairo e Albenga e quando verranno date risposte serie ai cittadini", aggiunge.
"L’ipotesi di apertura della privata Università degli Studi Link Campus, con un corso di Medicina nel Savonese, rappresenta un grave segnale. Mentre l’Università degli Studi di Genova soffre carenze di organico e sottofinanziamento, si aprono spazi al privato. Servono, semmai, investimenti nell’università pubblica e nella sanità pubblica, non scorciatoie".
"Sulle infrastrutture: basta rinvii. Ripristino delle funivie, casello di Bossarino, completamento dell’Aurelia Bis, potenziamento delle linee ferroviarie Savona–Torino e Savona–Alessandria: quando? Savona non può più aspettare. Non servono slogan, né incontri, riunioni o iniziative pubbliche. Servono decisioni, risorse e date certe", conclude Pasa.





