Il progetto di realizzazione della nuova diga di Vado Ligure, seconda fase, presentato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale è suscettibile di determinare impatti ambientali significativi e negativi e, pertanto, deve essere sottoposto al procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale.
A disporlo il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica dopo che non è stato possibile escludere quindi la presenza di ricadute potenzialmente significative sull’ambiente marino e terrestre.
L'Autorità Portuale aveva dichiarato che il progetto non ricadeva neppure parzialmente all’interno delle aree Natura 2000, ma gli impatti derivanti dalla sua attuazione potrebbero interferire con le Zone Speciali di Conservazione “Fondali Noli – Bergeggi” e “Isola Bergeggi - Punta Predani” e il Sito d Importanza Comunitaria “Tutela del Tursiope Mar Ligure”.
La Regione Liguria, con il parere dello scorso 23 dicembre 2025 aveva specificato che "la Valutazione di Incidenza a livello di Screening (Livello I) è da ritenersi negativa in riferimento alle ZSC 'Isola Bergeggi – Punta Predani', 'Fondali Noli – Bergeggi' e al SIC marino 'Tutela del Tursiope Mar Ligure' e si ritiene necessario la Valutazione di Incidenza di secondo livello". Inoltre hanno valutato che la realizzazione della nuova diga di Vado Ligure "comporta potenziali impatti non valutati adeguatamente sui litorali interessati dal medesimo”.
La sottocommissione VIA della Commissione Tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA e VAS aveva valutato anche che “la documentazione presentata non consente, di fatto una valutazione compiuta degli effetti del progetto sui siti della Rete Natura 2000 presenti nell’intorno dell’area di intervento, con particolare riferimento alle interazioni dirette e indirette con gli obiettivi di conservazione dei siti medesimi". La stessa ha quindi valutato che il progetto è "suscettibile di determinare impatti ambientali significativi e negativi e, pertanto, deve essere sottoposto al procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale".
Il progetto ha come scopo il completamento della protezione degli specchi acquei dello scalo marittimo di Vado Ligure, compresa la piattaforma Maersk, migliorando così la fruibilità del bacino portuale da parte delle unità navali che ci manovrano e prevede l’estensione per circa 230 metri del tratto realizzato nell'ambito della prima fase della nuova diga.
La progettazione totale era stato divisa in tre fasi: la prima fase prevedeva la rimozione di una parte verso la testata della diga originaria e la realizzazione di un nuovo tratto, lungo circa 460 metri, di cui 100 metri definiranno un sistema di difesa di tipo provvisorio e la restante parte sarà di tipo definitivo con l'intervento che è in corso di realizzazione; la seconda fase prevede il completamento con l’estensione per ulteriori circa 230 metri della porzione d’opera di difesa realizzata nella prima fase, conferendo all’intera struttura protettiva un’estensione
complessiva pari a circa 690 metri; la terza fase prevede il completamento delle opere foranee ed è prevista la realizzazione delle strutture di protezione.
La finalità delle modifiche alla diga era quella di assicurare la protezione della piattaforma multifunzionale dall’azione diretta del moto ondoso e la riduzione dell’agitazione ondosa nel bacino portuale di Vado Ligure.
Avevano inviato le proprie osservazioni il WWF Italia e Savona, il Comune di Vado e di Bergeggi, Italia Nostra Savona, "Vivere Vado" e la Provincia di Savona.






