Attualità - 18 febbraio 2026, 08:29

Accoltellamenti a Savona, il criminologo Padovano: "Si deve ricostruire il tessuto sociale delle città e la volontà deve essere soprattutto politica"

Il docente dell'Università di Genova presenterà domani il suo libro "Sulle retoriche del crimine"

Accoltellamenti a Savona, il criminologo Padovano: "Si deve ricostruire il tessuto sociale delle città e la volontà deve essere soprattutto politica"

"Sulle retoriche del crimine", questo il titolo del nuovo libro del criminologo sociale Stefano Padovano che verrà presentato giovedì 19 febbraio, alle 18.15, alla Libreria Feltrinelli di Savona.

Il noto criminologo sociale, docente presso l'ateneo genovese e prossimamente anche all'Università di Firenze, discuterà il suo ultimo testo, edito con la ligure Erga edizioni. Un agile saggio che traduce la teoria criminologica in strumenti pratici per migliorare la sicurezza urbana e la convivenza sociale e che mira a riportare le paure dei cittadini su un piano di realtà, proponendo soluzioni basate su dati e fatti piuttosto che sulle percezioni emotive.

Nell'occasione con lui abbiamo trattato anche gli ultimi casi di cronaca a Savona con il duplice accoltellamento di Villapiana e via XX Settembre.

"Sembra una chiamata diretta il titolo per quello che accade anche a Savona. Intorno al tema della criminalità e delle devianze non si possono costruire retoriche, tipo quella di continuare ad insistere sull'utilizzo dei soli sistemi tecnologici. Sono 15 anni che le analisi sul campo dimostrano che l'utilizzo delle tecnologie è un importantissimo supporto all'attività investigativa ma non scongiura il fatto criminoso" spiega Padovano.

"Quello che succede a Villapiana, come nell'imperiese e nello spezzino non riguardano reati legati ad omicidi, ma micro conflitti, risse, percosse, che si materializzano perchè il movente gira intorno alla compravendita di sostanze stupefacenti, si tratta di una criminalità di basso e medio cabotaggio legata in buona parte alle dipendenze che passano anche al tema dell'azzardo - prosegue il criminologo - Che cosa vogliamo aspettare se non a costruire delle dinamiche che prendano in carico gli autori di questi fatti che regolarmente osserviamo come fossero degli extraterrestri? Sono persone che compiendo reati creano allarme sociale e qualche divisa in più è certamente d'aiuto ma non è un tema risolutivo, dobbiamo allargare il dibattito facendo sì che tutti i servizi pubblici: delle dipendenze, della salute mentale, dei servizi sociali, fino al terzo settore lavorino insieme. Dobbiamo ricostruire il tessuto sociale delle città e non ci possiamo ridurre a considerarla una roba residuale di appartenenti a nazionalità diverse, anche perché a Savona solo l'11% sono stranieri e 7% i naturalizzati".

Dalla scuola al mondo della politica, i principali "attori" devono darsi da fare per provare a risolvere la criticità.

"Partendo dalla scuole medie alle superiori deve essere spiegato cosa si sta facendo, come si sta facendo, con quali strumenti e quindi con quali risultati effettivi. La volontà deve essere soprattutto politica, perché la regia è della Regione sul piano socio-sanitario e dei singoli Comuni su tutto il resto. Un amministratore mi ha detto che ha fatto sacrifici per avere 6 operatori in più di polizia locale. Certo, meglio 6 in più, ma il punto è saperli formare e utilizzare per cosa? Per applicare ordinanze sindacali spesso effimere? Non sarà l'ora di cambiare passo? Chi amministra non si accorge che bisogna ricostruire il tessuto sociale delle città? O pensano di continuare con le modalità del tirare a campare? La sfida da raccogliere è quella di ridisegnare le città con una compartecipazione del sistema scolastico. Laddove per parlare ad un dirigente c'è da augurarsi che nella metà più dei casi rispondano a una mail. Cio' non è concepibile, bisogna fare in fretta, per non piangere un fatto di cronaca nera o sbuffare dinanzi all' utilizzo dei metaldetector. Se queste sono le soluzioni estreme è anche perché dalle famiglie al personale si è sbagliato qualcosa".

Luciano Parodi

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