Politica - 19 febbraio 2026, 11:30

Tavolo radiodiagnostico per l'ospedale San Giuseppe, Più Cairo: "Promesso ma mai arrivato, perché?". Asl 2: "Priorità alla TAC"

"Auspichiamo che entro 6-8 mesi si possa riaprire un reparto altamente performante", aggiunge il direttore della Radiologia Levante, Gastaldo

Tavolo radiodiagnostico per l'ospedale San Giuseppe, Più Cairo: "Promesso ma mai arrivato, perché?". Asl 2: "Priorità alla TAC"

Il gruppo di opposizione “Più Cairo” presenta un’interrogazione sul ‘caso’ del tavolo radiodiagnostico, annunciato ma – secondo loro – mai arrivato all’ospedale cittadino. Nel mirino c’è la situazione del servizio di radiologia del San Giuseppe, che ha subito più volte danni a causa delle alluvioni.

Secondo quanto ricostruito dall’opposizione, il 15 gennaio 2025 sarebbe stato ribadito l’arrivo di un tavolo radiodiagnostico destinato alla struttura di Cairo Montenotte. “Di quel macchinario non c’è alcuna traccia”, attacca Più Cairo, sottolineando come l’assenza dell’apparecchiatura “costringa i cittadini della Val Bormida a spostarsi altrove anche per una semplice radiografia”.

La destinazione più frequente resta l’ospedale San Paolo di Savona, con conseguenti disagi per anziani e persone fragili. “È inaccettabile – scrive l’opposizione – che per una lastra si debba affrontare un trasferimento fino a Savona. Parliamo di un servizio sanitario di base, non di alta specializzazione”.

Nel documento depositato in Consiglio comunale, il gruppo chiede al sindaco Paolo Lambertini, anche nella sua veste di presidente del Distretto Socio-Sanitario Valbormida, di chiarire le ragioni del mancato arrivo del tavolo radiologico. Sotto la lente anche il rapporto con la nuova coordinatrice territoriale dell’Area 2 Savonese, la dottoressa Monica Cirone.

“Non risulta – incalza Più Cairo – che il presidente del Distretto abbia sollevato con la nuova coordinatrice questa problematica, peraltro sottaciuta dalla struttura sanitaria provinciale. La popolazione valbormidese chiede risposte concrete, non annunci”.

L’interrogazione punta a fare luce su diversi aspetti: se l’arrivo del macchinario sia ancora previsto; se siano stati effettuati bandi o stanziate risorse; e, in caso contrario, quali siano le ragioni che impedirebbero l’installazione del tavolo radiodiagnostico.

“In una visione strategica, si è data priorità alla TAC, che doveva essere attivata nei tempi previsti per non perdere i finanziamenti del PNRR. La scelta di procedere prioritariamente alla sua attivazione ha consentito di salvaguardarne l’operatività nei termini stabiliti e di tutelare le risorse assegnate”, spiega il direttore della Radiologia Levante, Alessandro Gastaldo.

“Il pieno utilizzo della TAC rappresenta un risultato significativo per l’Area Sociosanitaria Locale 2, permettendo di garantire alla cittadinanza un’offerta diagnostica tecnologicamente avanzata, nonostante le criticità operative affrontate, incluse le tempistiche stringenti dovute alle difficoltà conseguenti al duplice evento alluvionale”.

Sul fronte della presenza degli anestesisti, il direttore Gastaldo fa il punto della situazione: “Per la TAC sono già attive sedute settimanali con mezzo di contrasto, a conferma della piena operatività del servizio”. Aggiunge però che “occorre acquistare la strumentazione RX e il mammografo, ma prima dobbiamo attendere che finisca il cantiere edile di predisposizione del reparto. Senza dimenticare l’iter assicurativo, visto che alcuni apparecchi sono stati danneggiati dall’alluvione. L’acquisto dei nuovi apparecchi non è però un problema. Auspichiamo che, nel giro di 6-8 mesi, si possa riaprire a Cairo un reparto molto performante”.

Graziano De Valle

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