Attualità - 20 febbraio 2026, 07:12

Le persone sempre in ritardo hanno una marcia in più

Secondo la scienza chi arriva tardi è meno stressato, più ottimista e con maggior successo nella vita

Le persone sempre in ritardo hanno una marcia in più

Sapete quella volta che avete detto «Colpa del traffico», mentre in realtà eravate ancora a casa sotto le coperte? Tranquilli, la scienza è dalla vostra parte.

Secondo gli psicologi dell’Università di San Diego, i ritardatari non solo sono più creativi, ma potrebbero anche godere di una vita meno stressata e più sana rispetto agli ossessionati dall’orologio.

Gli studi pubblicati su Metropolitan Life e sull’International Journal of Clinical and Health Psychology confermano che chi arriva sempre in ritardo percepisce il tempo in modo diverso. E il bello è che, nonostante i ritardi cronici, questi individui sono più rilassati, meno stressati e con un rischio ridotto di patologie cardiache. Dall’altra parte, i fanatici della puntualità? Più soggetti all’ansia e a problemi di salute. Ecco, forse vale la pena farsi aspettare un attimo in più.

I ricercatori sostengono che i ritardatari tendono ad avere un approccio mentale più ottimista. Perché? Perché pensano di avere più tempo di quello che hanno realmente. Il che significa meno ansia, meno cortisolo e una prospettiva più positiva sulla vita. Tradotto: vivete di più.

Non finisce qui: chi arriva tardi ha sviluppato un’abilità che i precisetti si sognano. Siete in ritardo di mezz’ora? Nessun problema: si trova una scusa credibile, si taglia per una strada improbabile, si sfodera un bel sorriso e si minimizza il danno. Il multitasking diventa pane quotidiano, l’arte dell’improvvisazione uno stile di vita. Magari non sarà il massimo per chi aspetta, ma di sicuro è un vantaggio in ambito lavorativo e personale.

E ora sentite pure questa chicca: pare che la vostra personalità non influisca solo su come gestite il vivere quotidiano, ma anche su come percepite il tempo. Secondo Southern Living, chi rientra nel Tipo A (quelli con la sveglia impostata cinque minuti prima, l’agenda piena fino al 2027 e l’ansia da ritardo perenne) vivrà costantemente con la sensazione che il tempo non basti mai. Sempre a rincorrere gli impegni, convinti che le ore durino meno di una pausa coffee.

Dall’altra parte, ci sono i Tipo B: creativi, rilassati, quelli del «Vabbè dai, arrivo con calma» che nel frattempo si godono la vita. E indovinate un po’? Per loro il tempo scorre più lentamente. Ma la vera bomba è questa: chi è meno ossessionato dagli orari e dall’essere sempre sul pezzo, alla fine della fiera, è pure più felice.

Non è questione di pigrizia, ma di visione. I ritardatari cronici vedono sempre il bicchiere mezzo pieno: «Ce la faccio in 10 minuti», dicono, mentre in realtà gliene servirebbero 40. Questo ottimismo li rende più adattabili e, spesso, anche più di successo.

Quindi, la prossima volta che qualcuno si lamenta perché siete in ritardo, sorridete e mostrategli questo articolo.

Silvia Gullino

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