"Non c’è soluzione alternativa pronta. Vedremo nei prossimi mesi come fare il percorso". Così il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha annunciato che sarà prorogata la permanenza della nave rigassificatrice Italis Lng a Piombino.
A margine del Forum in masseria di Bruno Vespa, a Saturnia il titolare del Dicastero, dopo l'archiviazione dell'emendamento per la proroga del rigassificatore da inserire nel Decreto Milleproroghe, ha invece confermato che rimarrà nel porto toscano. Attaccando anche i comitati contrari.
Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica il 21 gennaio aveva comunicato l'avvio di un procedimento amministrativo riguardante proprio il rigassificatore di Piombino, gestito da Snam. Si tratta di un riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) che era stata rilasciata nel maggio 2023 e che permetterebbe all'impianto di continuare a operare.
Snam ha presentato formalmente la richiesta di riesame a fine dicembre 2025, perfezionandola poi a metà gennaio 2026. Contestualmente, l'azienda aveva anche chiesto al Commissario Straordinario per la Regione Toscana, il presidente regionale Eugenio Giani, una proroga tecnica dell'autorizzazione attuale.
L'autorizzazione ambientale attualmente in vigore scadrà il 3 luglio 2026, esattamente tre anni dopo l'entrata in esercizio dell'impianto. Il Ministero ha quindi voluto chiarire fin da subito che, qualora alla data di scadenza non dovesse esistere un provvedimento che autorizzi la permanenza della FSRU nella sua attuale collocazione a Piombino, il procedimento di riesame verrà archiviato senza possibilità di recuperare gli oneri già versati, venendo meno i presupposti stessi per il rilascio dell'autorizzazione.
Nel frattempo giovedì 19 febbraio sono scaduti i termini per la presentazione delle osservazioni da parte del pubblico sulla domanda di AIA.
Nel cronoprogramma delle attività (in esito al rilascio dell’autorizzazione unica.ndr) pubblicato da Snam si legge chiaramente che a livello di tempistiche vengono previste delle ispezioni in mare tra il luglio 2026 e il febbraio 2027, dall'aprile spazio invece ai lavori onshore sulla percorrenza del torrente Quiliano e le opere finali fino a settembre 2028 con collaudi e test funzionali da maggio fino sempre a settembre. I lavori offshore con l'arrivo della nave e l'aggancio alla boa sono previsti nel novembre 2028. Aprendo quindi ad una possibile ricollocazione a 4 km dalla costa di Vado Ligure e a 2.9 km da Savona, considerando che comunque l'istruttoria non è ancora stata conclusa.
C'è da dire che, oltre alle chiare parole del Ministro Pichetto Fratin, il presidente della Regione Marco Bucci lo scorso 16 gennaio aveva comunque inviato una lettera al Mase e oltre a ricordare l'approvazione nel gennaio 2025 di una mozione unitaria del consiglio regionale contraria al ricollocamente della nave rigassificatrice Italis Lng nel savonese aveva specificato che l'ipotesi di localizzazione del rigassificatore nello specchio acqueo antistante Savona-Vado comporta la realizzazione di opere aggiuntive di collocamento alla rete nazionale del gas con un investimento stimato in 450 milioni di euro configurando un aggravio economico non giustificabile e tecnicamente evitabile. La Regione aveva così espresso la contrarietà alla prosecuzione dell'iter localizzativo in Liguria riservandosi di conseguenza la facoltà di non rendere il parere di competenza nell'ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale nazionale.
L'omonimo toscano di Bucci, Eugenio Giani, estremamente contrario alla richiesta di proroga di Snam aveva chiesto al Ministero che su qualsiasi questione sul futuro del rigassificatore fosse convocato un tavolo che chiarisca il perché le opere di compensazione non siano state realizzate. Mettendo così a disposizione il ruolo di commissario visto che non sarebbero stati rispettato il memorandum del 2022 che conteneva un pacchetto di opere di compensazione. “Il mio mandato è già oggi a disposizione. Perché se si intende saltare questo passaggio, io non sono certo la persona che firma un’ulteriore ordinanza” aveva puntalizzato.
Tra le opere previste sul territorio, il presidente della Regione Toscana aveva ricordato l'investimento di 140 milioni per potenziare il porto, la realizzazione di un parco per le energie rinnovabili nell'area industriale, la riduzione del 50% dei costi del gas in bolletta per il territorio. "Nulla di tutto questo si è visto, su 10 indicazioni, sapere che ce n'è una e mezza realizzata è assolutamente ingiustificato" aveva continuato Giani.





