Scade oggi il bando per la manifestazione di interesse per la realizzazione del termovalorizzatore in Liguria, una deadline che in Val Bormida ha già assunto il peso di uno spartiacque politico e ambientale. Un argomento che scuote non poco il clima in valle, una delle aree – secondo quanto trapelato – in prima fila per ospitare l’impianto.
Un’ipotesi che il territorio respinge da mesi. Comitati, amministrazioni locali e cittadini: il fronte del "no" è compatto e ribadisce una contrarietà che affonda le radici in una storia industriale complessa e in un’eredità ambientale ancora percepita come fragile.
A riaccendere le tensioni sono stati i nomi delle aziende interessate. Tra queste, Italiana Coke e Iren. "Sappiamo dell’interesse di Italiana Coke perché ci ha scritto, e di Iren che ce l’ha detto a voce – commenta il sindaco di Cairo Montenotte, Paolo Lambertini –. La nostra posizione non cambia: continuiamo a dire che la situazione ambientale non ci permette di fare, e nemmeno di valutare, una scelta di questo tipo. Il contesto non è a posto dal punto di vista ambientale".
Parole che fotografano un clima assai surriscaldato, in particolare dopo la manifestazione di interesse di Italiana Coke. "A nostro parere – insiste Lambertini – questa candidatura non aiuta a ripristinare una qualità ambientale che oggi non è accettabile. E credo che, se prima c’era un margine di valutazione, adesso non ci sia più".
Il sindaco punta poi il dito contro quella che considera una disparità territoriale: "Trovo scandaloso che non ci siano manifestazioni di interesse su Genova o Savona, che abbassano la media regionale dei rifiuti".
Intanto, lunedì il presidente della Regione, Marco Bucci, è atteso proprio in Val Bormida, con una tappa a Bragno per una visita alle funivie, ferme dal 2019 a causa del crollo di due piloni. Un appuntamento ufficialmente dedicato al sopralluogo dell’infrastruttura, ma che inevitabilmente rischia di caricarsi di significati ulteriori.





