Dopo la presentazione alla cittadinanza nell'attesa e concitata serata del Palace, il nuovo discusso Piano di Utilizzo del Demanio di Spotorno è pronto al suo primo passaggio formale. Avverrà lunedì 2 marzo, alle ore 18 e ancora una volta alla Sala Palace, durante la seduta in sessione ordinaria del Consiglio comunale cittadino dove, oltre ad una variazione di bilancio e un altro tema scottante come la riqualificazione di località Serra, è prevista l'adozione del Pud secondo l'articolo 11 della legge regionale numero 13 del 1999.
Il nuovo Piano, redatto dall'Amministrazione Fiorini con l'obbiettivo di riorganizzare il litorale portando al 40% la quota di spiagge libere o attrezzate e procedere quindi al nuovo bando per le concessioni con durata ventennale, entra così in una fase approvativa. Dopo l'adozione vi sarà infatti un tempo di trenta giorni per la presentazione delle osservazioni, che potranno giungere da parte di ogni soggetto interessato, ed è lecito attendersene diverse; dopodiché si dovrà trasmettere il testo definitivo in Regione per il nulla osta all'approvazione definitiva.
Dopo i colloqui con la rappresentanza dei balneari e le associazioni di categoria, la questione sarà quindi affrontata sotto il piano politico con gli interventi dei consiglieri, mentre c'è chi lancia una proposta alternativa di consultazione. E' quella proposta e sostenuta dal rappresentante di Italexit Fabio Montorro, che negli scorsi giorni ha formalmente depositato l'istanza di verifica di ammissibilità per un referendum consultivo comunale col quale chiedere la sospensione dell'attuazione del piano fino al 30 dicembre 2027. Questo oltre alla raccolta firme avviata nei mesi scorsi dai balneari spotornesi che, circa la consultazione cittadina, per il momento paiono restare alla finestra.
Un'iniziativa referendaria prevista dallo Statuto comunale, strada scelta in quanto, secondo i proponenti, si basa su "presupposti amministrativi precisi" senza intervenire "contro una legge statale o regionale" ma semplicemente chiedendo "ai cittadini di esprimersi su una scelta comunale discrezionale". In questo caso la tempistica di attuazione della variante Pud, "oggi non imposta da un obbligo inderogabile".
"La decisione nasce dalle forti criticità emerse durante il confronto - spiega Montorro, che ha già operato in passato a difesa delle imprese balneari e delle concessioni italiane - la variante PUD, così come presentata, comporterebbe la chiusura o la trasformazione di attività esistenti, con impatti diretti su imprese familiari, posti di lavoro e indotto locale".
In questi giorni verrà quindi avviata una raccolta firme, secondo le modalità regolamentari, con l'obiettivo, conclude Montorro, di "consentire ai cittadini di Spotorno di esprimersi direttamente su una scelta che incide in modo concreto sull'economia locale, sull'indotto turistico, sulla stabilità delle imprese e, più in generale, sulla qualità della vita della comunità residente".





