Attualità - 24 febbraio 2026, 14:10

"Viaggio della Memoria", ad Auschwitz anche gli studenti savonesi e una folta delegazione provinciale

Entra nel vivo il viaggio-studio organizzato con Regione Liguria e Aned. Presenti anche i consiglieri savonesi Arboscello, Vaccarezza, Bozzano e Foscolo

Gli studenti dalla provincia savonese

Gli studenti dalla provincia savonese

E’ entrato nel vivo il tradizionale "Viaggio della Memoria", viaggio-studio organizzato con la partecipazione degli studenti delle scuole superiori vincitori del concorso sulla Shoah "27 gennaio-Giorno della memoria".

La delegazione all’interno della quale si trovano gli studenti Davide Goso (IIS Boselli Alberti Mazzini Da Vinci di Savona) ed Alice Raimondo (Liceo Giordano Bruno di Albenga), partita domenica, ha visitato la città di Cracovia e ciò che resta dell’antico quartiere ebraico, oltre al complesso concentrazionario di Auschwitz-Birkenau, costruito dai nazisti. Domenica pomeriggio il gruppo si era recato anche all’ex fabbrica di Schindler, oggi museo dedicato alla Shoah e all’occupazione tedesca della Polonia.

Ieri gli studenti hanno raggiunto il lager di Auschwitz, nato nel 1940 come campo di lavoro e successivamente trasformato in campo di sterminio con camere a gas e forno crematorio. Qui morirono oltre un milione di persone, in gran parte bambini, donne e uomini di origine ebraica. La delegazione ha deposto una corona davanti al “Muro delle fucilazioni”, cortile interno dove vennero uccisi numerosi oppositori politici. Nel pomeriggio la visita è proseguita nel vicino campo di Birkenau, costituito in buona parte da baracche in legno e quasi completamente distrutto dai nazisti prima dell’arrivo dell’esercito sovietico nel gennaio 1945. Oggi il programma prevede la visita al quartiere ebraico di Cracovia, mentre il viaggio si concluderà giovedì a Varsavia con la tappa al Museo dell’insurrezione.

Forte la riflessione corale dei ragazzi dopo la visita ad Auschwitz-Birkenau: «Abbiamo visto, abbiamo osservato, abbiamo cercato di comprendere e, sicuramente, ognuno di noi ricorderà questa esperienza. I nostri sguardi sono pieni di domande, i nostri occhi sono stupiti ma, forse, non troppo. Occorre conoscere e non solo per poter ricordare, ma anche per agire e per essere protagonisti di un futuro diverso». E ancora: «Vogliamo sapere e, se è difficile avere delle risposte, è nostro dovere, almeno, cercarle. Grazie a questo viaggio, tutti noi ci siamo trovati di fronte alla realtà e dobbiamo indignarci contro ogni episodio di discriminazione, odio e pregiudizio. Questa esperienza è dolorosa, ma anche doverosa perché - concludono - dopo ottant’anni e nell’attuale periodo storico in cui la pace non sembra, purtroppo, essere una priorità, questo ricordo assume un valore fondamentale».

Ad accompagnare la delegazione, insieme ai docenti, il vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Arboscello, il consigliere segretario Angelo Vaccarezza e i consiglieri regionali Carola Baruzzo, Giovanni Boitano, Alessandro Bozzano, Sara Foscolo, Federico Romeo, Armando Sanna. Presenti anche il rabbino capo Giuseppe Momigliano e i rappresentanti di Aned Genova, Spezia e Savona.

«Questa esperienza parla alle coscienze e noi consiglieri abbiamo invitato gli studenti a portare dentro di sé questa memoria, per sempre - dichiara il consigliere Arboscello -. Auschwitz-Birkenau non è solo un luogo, è la morte, l’orrore, l’abisso di una brutalità senza senso. Anche a distanza di oltre ottant’anni risulta quasi impossibile, nella mente e nel cuore, immaginare fino a che punto la mente umana possa spingersi nella sua follia distruttiva. Ricordare è un dovere e significa riflettere, elaborare con responsabilità e soprattutto tramandare questi insegnamenti. Affinché il passato non si ripeta dobbiamo scegliere ogni giorno da che parte stare, combattere l’indifferenza, difendere i più deboli; proteggere la democrazia e la libertà, valori che non vanno mai dati per scontati».

Sulla stessa linea il consigliere Vaccarezza: «Pur avendo visitato nella mia vita luoghi di orrore come Dachau e Mauthausen, e più recentemente, i kibbutz di Nir Oz e Kfar Aza, dove l'odio antisemita si è manifestato ancora una volta in tutta la sua ferocia, credo che nulla sia paragonabile all’impatto profondo e lacerante di Auschwitz e Birkenau. Portare i ragazzi in questi luoghi significa metterli davanti a una realtà che parla da sola. Questi spazi costringono a riflettere su cosa accade quando l’essere umano smette di riconoscere l’altro come proprio simile. È un’esperienza che trasforma il modo di guardare il presente e che ognuno di loro porterà dentro di sé per sempre e, dunque, la memoria non è un mero esercizio sul passato, ma una presenza costante che richiede testimonianza, consapevolezza e cura in ogni singolo giorno».

Redazione

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