Assolto per mancanza di prova "oltre ogni ragionevole dubbio".
Questa la motivazione che ha portato il Collegio del Tribunale di Savona ad assolvere un uomo accusato di violenze sessuali in un'auto davanti ad una discoteca di Andora.
Una 25enne aveva raccontato in aula i fatti durante il dibattimento che si sarebbero verificati il 24 febbraio del 2024 di fronte ad un locale andorese.
"Ho delle immagini nella testa. Lui sopra di me nei sedili posteriori della macchina che si muoveva e io non volevo. Tenevo gli occhi chiusi". Così aveva raccontato in aula la giovane rispondendo alle domande del Pubblico Ministero Maddalena Sala ripercorrendo con non poca fatica e tra le lacrime i fatti avvenuti quella sera quando con un'amica era andata a ballare in un locale del comune andorese.
Quella sera dopo aver bevuto due drink e aver ballato i suoi ricordi erano diventati annebbiati. Con la paura di ricordare quei terribili momenti che avevano preso il sopravvento su di lei.
La 20enne, costituita come parte civile e assistita dal legale Mara Tagliero, tramite l'amica aveva contattato il padre che l'aveva portata prima al pronto soccorso di Pietra Ligure e poi è stata trasferita a Savona al pronto soccorso ginecologico. Aveva lividi al polso e le ginocchia sbucciate con una caviglia gonfia.
L'imputato, difeso dall'avvocato Fabrizio Vincenzi, era stato poi riconosciuto dall'amica che l'aveva visto uscire con la vittima dalla discoteca rivedendolo anche nelle foto pubblicate dalla discoteca sui social. Durante il riconoscimento fotografico svolto dalla polizia la giovane ha confermato l'uomo. Appena dimessa dall'ospedale aveva poi presentato una querela contro ignoti.
In aula erano state ascoltate anche le testimonianze degli agenti che avevano compiuto le indagini, una psicologa e l'amica che era con la giovane quella sera.
Poi però in aula è giunta la sentenza di assoluzione. Le motivazioni verranno depositate entro 90 giorni.





