Politica - 25 febbraio 2026, 11:41

Il PCI savonese: "La salute prima di tutto, no al termovalorizzatore"

"È necessario adottare un modello sostenibile per la gestione del ciclo dei rifiuti"

Il PCI savonese: "La salute prima di tutto, no al termovalorizzatore"

"Nel corso della sua visita di lunedì scorso a Savona e provincia, il presidente della Regione Liguria, Bucci, oltre alle solite passerelle ad uso e consumo degli organi di informazione, ha dovuto fare i conti con la pesante contestazione dei Comitati della Valbormida che si oppongono alla realizzazione del termovalorizzatore. La manifestazione di protesta, legittima e sacrosanta, ha voluto ancora una volta ribadire la necessità di tutelare un territorio che per troppo tempo ha dovuto convivere con un pesante inquinamento, le cui conseguenze, in termini di incidenza di gravi malattie, sono tristemente note".

Ad affermarlo è la Federazione PCI Savona, che prosegue: "Le dichiarazioni di Bucci a seguito della contestazione subita, che fanno seguito ad altre recenti esternazioni sul tema del termovalorizzatore, denotano una visione totalmente orientata al business, senza alcun interesse per l’ambiente e la salute delle cittadine e dei cittadini liguri. Le sei presunte manifestazioni di interesse da parte di grandi colossi dell’energia italiana sono state sbandierate come un trofeo da Bucci, ma sono state accolte con grande preoccupazione dalle cittadine e dai cittadini valbormidesi: l’ipotesi di realizzare l’impianto a Cairo o a Cengio appare sempre più concreta". 

"Nessuna conferma né smentita da parte di Bucci, che avrebbe fatto intendere come tutte le opzioni circa la collocazione sarebbero ancora in gioco. Un triste giochino sulla pelle dei liguri. 'Vedremo quale sarà l’area migliore e quale progetto avrà il migliore rendimento per i cittadini, perché quello che conta è l’abbassamento della Tari', sono le parole del presidente della Regione Liguria. No, Bucci: quello che conta è la salute dei cittadini. Conta più del denaro, più dei profitti di chi vorrebbe realizzare l’opera". 

"La Federazione di Savona del Partito comunista italiano aveva già denunciato qualche settimana fa i gravi pericoli per la salute causati dalla presenza di impianti 'termovalorizzatori' (che altro non sono che inceneritori di rifiuti). Sono stati riportati autorevoli studi secondo i quali questi impianti rappresentano una fonte di sostanze altamente tossiche e composti chimici cancerogeni, mutageni ed interferenti endocrini: un mix letale di sostanze in grado di provocare malattie dell’apparato respiratorio e cardiovascolare, tumori maligni, nascite premature e aborti spontanei. Senza dimenticare che impianti del genere non impattano soltanto sull’aria, ma inquinano fortemente anche l’acqua e il suolo. Alcune sostanze prodotte resistono ai processi di degradazione, si accumulano nei vegetali e negli animali, trasferendosi all’essere umano attraverso la catena alimentare", aggiunge.

"Anche la Commissione Europea si è chiaramente espressa contro la creazione di nuovi termovalorizzatori, e paesi come la Danimarca hanno messo a punto un piano per ridurre drasticamente il numero di impianti del genere nei prossimi anni. La Regione Liguria, invece, è convinta che il termovalorizzatore sia la strada giusta per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti: una visione superata, non sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico, ma soprattutto che ignora i cittadini e il loro diritto a una vita in ambienti salubri e sicuri. Per l’amministrazione Bucci, evidentemente, il grande business del termovalorizzatore viene prima della salute pubblica e della tutela dell’ambiente". 

"Noi comunisti lo ribadiamo: le alternative ci sono, e la Regione Liguria lo sa benissimo. In primis, la diffusione di buone pratiche in tema di riduzione dei rifiuti e riciclaggio – la cosiddetta economia circolare – un modello virtuoso già applicato con successo da molti paesi europei. In questo senso, i comuni della Val Bormida sono fra i più attenti alla raccolta differenziata: la realizzazione di un inceneritore di rifiuti proprio in quel territorio sarebbe una beffa per la cittadinanza. Anche i biodigestori e altri impianti per il trattamento biologico dei rifiuti rappresenterebbero una valida alternativa, consentendo di trasformare la frazione organica in combustibili rinnovabili e fertilizzanti". 

"Il Partito comunista italiano sostiene le lotte dei comitati locali e della cittadinanza contro le scelte della Regione Liguria, frutto di logiche affaristiche e che denotano un’assoluta arretratezza culturale in tema di economia circolare, smaltimento dei rifiuti e tutela dell’ambiente. 'Con l’ospedale si vive, con il termovalorizzatore si muore', è lo slogan dei comitati della Val Bormida, a difesa anche dell’ospedale San Giuseppe di Cairo Montenotte. Uno slogan che noi comunisti condividiamo pienamente. No al termovalorizzatore, sì a un modello sostenibile di gestione del ciclo dei rifiuti", conclude. 

Redazione

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