Attualità - 26 febbraio 2026, 14:48

"La sanità non si imprigiona mai. Il silenzio è complice": flashmob davanti all'ospedale San Paolo (FOTO)

È promossa da “Sanitari per Gaza” e “#DigiunoGaza” sotto lo slogan “No liste, no bersagli"

"La sanità non si imprigiona mai. Il silenzio è complice": flashmob davanti all'ospedale San Paolo (FOTO)

"La sanità non si imprigiona mai. Il silenzio è complice". "Interrompere ogni tipo di rapporto con Israele". "Giù le mani dalle Ong". 

Queste alcune delle frasi impresse sugli striscioni posizionati all'ingresso dell'ospedale San Paolo di Savona in occasione del flash mob nazionale di protesta organizzati anche davanti a una sessantina di altri nosocomi, promossa da “Sanitari per Gaza” e “Digiuno Gaza” sotto lo slogan “No liste, no bersagli. Cura e solidarietà non sono reato”. 

"Invitiamo il personale sanitario, cittadine e cittadini, associazioni, comitati a manifestare: Chiediamo al nostro governo e alla Commissione Europea di intervenire perchè Israele ritiri quel bando che va contro il diritto internazionale ed espone operatrici e operatori palestinesi a intimidazioni e violenze. Consegnare quelle liste significherebbe, infatti, consegnare all’esercito israeliano un elenco di possibili bersagli" spiegano da #DigiunoGaza. 

"Chiediamo ai nostri governi e alla società civile di esprimere un forte sostegno e solidarietà alle ONG che proteggono il loro personale rifiutando di consegnare liste che potrebbero trasformarsi in elenchi di bersagli; esigere che Israele rispetti il diritto internazionale e garantisca il proseguimento delle attività delle ONG sul territorio; garantire l'ingresso degli aiuti umanitari come stabilito dagli accordi - dicono da Sanitari per Gaza Liguria - Le Convenzioni di Ginevra non sono suggerimenti. La protezione del personale medico non è negoziabile. Quando a un'organizzazione umanitaria viene imposto di scegliere tra consegnare i nomi dei propri colleghi a una forza che ne ha già uccisi 1.700, arrestati illegalmente e torturati oltre 360 in poco più di due anni, oppure cessare le operazioni, è la scelta stessa a rivelare la natura del regime che la impone. Stiamo con Gaza. Il silenzio è complicità. L'azione è dovere. L'accesso umanitario non è opzionale, né condizionale o politico: è un obbligo legale sancito dal diritto internazionale umanitario".

È stata lanciata la petizione online sulla piattaforma Change.org con l'hashtat #NoListeNoBersagli. 

Durante il flash mob sono stati letti un testo comune di introduzione per esprimere il dissenso rispetto al bando di Israele contro le Ong e per difendere, anche in Italia, il diritto alla cura e alla solidarietà, la libertà di espressione e dissenso. Verranno letti il testo completo della petizione #NoListeNoBersagli, invitando a firmarla.

Luciano Parodi

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