La sicurezza nei cantieri e il tema della pensione per gli operai edili tornano al centro dell’attenzione della Filca Cisl Liguria dopo l’incidente di stamani nel cantiere dell’ex convento del San Giacomo, a Savona. A intervenire è il segretario generale Andrea Tafaria, che lancia in particolare un appello chiaro sia sul riconoscimento della gravosità del lavoro nel settore sia sulle condizioni operative nei cantieri finanziati con i fondi del Pnrr.
“Non è accettabile che un lavoratore edile di 65 anni sia ancora costretto a salire su una scala e a svolgere mansioni ad alto rischio - afferma Tafaria - Il nostro è un lavoro usurante, fisicamente pesante, che richiede forza, equilibrio e resistenza”. Secondo il sindacato, a quell’età “si dovrebbe già essere in pensione” e per questo, nella nota, viene ribadito l’impegno a “batterci affinché venga riconosciuta pienamente la gravosità del lavoro edile e si garantiscano percorsi di uscita anticipata dignitosi”.
Accanto al tema previdenziale, il sindacato pone l’attenzione sui cantieri legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza, dove i tempi serrati impongono ritmi sostenuti. “Comprendiamo la necessità delle imprese di rispettare tempi stringenti, ma la fretta non può e non deve mai andare a scapito della sicurezza”, sottolinea Tafaria, che in tal senso ricorda come il sindacato Filca abbia già chiesto alle aziende di aprire tavoli di confronto per definire accordi sui turni di lavoro, con l’obiettivo di conciliare il rispetto delle scadenze con la tutela della salute. “Siamo disponibili a soluzioni condivise, ma sempre nel rispetto rigoroso delle norme e delle condizioni di sicurezza”, aggiunge il segretario della categoria.
Un appello viene rivolto anche agli organi di controllo. “Chiediamo inoltre agli organi competenti - dice Tafaria - di intensificare la vigilanza nei cantieri, soprattutto in quelli legati al Pnrr, dove la pressione sui tempi è maggiore. I controlli devono essere costanti e capillari”.
Parallelamente, il sindacato fa sapere di aver già attivato un monitoraggio quotidiano attraverso operatori territoriali, Rls e Rlst. “La prevenzione passa anche dalla presenza e dall’ascolto continuo dei lavoratori”, rimarca il segretario. Che conclude con una posizione netta: “La sicurezza non è un costo, è un diritto. E su questo non siamo disposti a fare alcun passo indietro”.





