L’Iran ha chiuso il proprio spazio aereo in seguito alla nuova escalation militare in Medio Oriente, con effetti immediati sul traffico internazionale e centinaia di voli cancellati o deviati. La misura, adottata per motivi di sicurezza, ha coinvolto uno dei principali corridoi aerei tra Europa e Asia, utilizzato quotidianamente da numerosi vettori civili.
La chiusura riguarda non solo l’Iran ma anche altre aree della regione interessate da restrizioni analoghe. Diversi Paesi del Golfo hanno limitato o sospeso il traffico aereo civile, mentre le principali compagnie internazionali hanno interrotto temporaneamente i collegamenti o modificato le rotte per evitare le zone considerate a rischio.
Secondo le prime stime, circa 1.800 voli sono stati cancellati nelle prime ore successive alla decisione. Migliaia di passeggeri risultano coinvolti tra cancellazioni, ritardi e riprogrammazioni. Gli aeroporti degli hub mediorientali stanno registrando forti disagi operativi.
Le compagnie aeree stanno utilizzando percorsi alternativi, con conseguente aumento dei tempi di volo e dei costi operativi. Alcuni collegamenti richiedono scali tecnici aggiuntivi o deviazioni significative per garantire la sicurezza.
La riapertura dello spazio aereo resta legata all’evoluzione della situazione nella regione.





