Sanità - 09 marzo 2026, 15:56

Sanità territoriale, a Cairo presentate Casa e Ospedale di Comunità. L'assessore Nicolò: “Al centro le persone e la continuità delle cure”

In una struttura medici di medicina generale ma anche specialisti e ambulatori; nell’altra disponibili 20 posti letto per assistenza riabilitativa. Presentata anche la nuova Tac acquistata coi fondi Pnrr

Prosegue, dopo i tagli del nastro alle strutture di Albenga e Finale Ligure, l’apertura delle nuove strutture del più ampio percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale previsto dalla Missione 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Stamattina è stato infatti il tempo dell’inaugurazione della Casa della Comunità e dell’Ospedale di Comunità di Cairo Montenotte.

All’interno della Casa della Comunità sono stati attivati numerosi servizi destinati a rispondere in modo integrato ai bisogni sanitari e assistenziali della popolazione, con particolare attenzione alla gestione delle patologie croniche e alle situazioni di bassa complessità assistenziale. Tra questi figurano il Punto Unico di Accesso, che riunisce diverse funzioni tra cui assistenza protesica, servizi di residenzialità e semiresidenzialità, pratiche di assistenza domiciliare integrata infermieristica e fisioterapica, attività degli infermieri di famiglia e comunità, supporto dell’assistente sociale e collaborazione con le associazioni di volontariato.

La struttura ospita inoltre diversi ambulatori specialistici - tra cui oculistica, diabetologia ed endocrinologia, allergologia, neurologia, pneumologia e cardiologia - oltre a servizi di psicologia per adulti, ambulatori infermieristici, attività di fisioterapia con palestra riabilitativa e percorsi dedicati alla gestione delle cronicità, come quelli per il diabete e la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Sono presenti anche ambulatori infermieristici specialistici, tra cui stomaterapia e wound care, e il punto prelievi. La Casa della Comunità ospiterà inoltre i medici di medicina generale, con attività ambulatoriale prevista dalla metà di marzo, e sarà operativa ventiquattro ore su ventiquattro.

Accanto alla struttura è stato attivato l’Ospedale di Comunità, pensato per accogliere pazienti che necessitano di un periodo di assistenza sanitaria e riabilitativa senza richiedere il ricovero in reparti per acuti. La struttura dispone attualmente di 20 posti letto e può ospitare sia pazienti dimessi dai reparti ospedalieri per completare il percorso di stabilizzazione clinica prima del rientro a domicilio, sia persone inviate direttamente dal medico di medicina generale.

L’obiettivo è garantire una fase assistenziale intermedia tra ospedale e domicilio, contribuendo a ridurre i ricoveri impropri e favorendo dimissioni protette e percorsi di cura più appropriati. All’interno operano infermieri, operatori socio-sanitari e fisioterapisti, mentre la gestione clinica è affidata ai medici geriatri. La struttura è stata progettata come un ambiente assistenziale aperto, che consente la presenza dei familiari e il coinvolgimento diretto del medico di medicina generale nel percorso di cura del paziente. Durante la degenza, il personale sanitario lavora inoltre alla definizione del percorso successivo alla dimissione, con l’obiettivo di facilitare il rientro a domicilio o l’accesso ad altre soluzioni assistenziali.

Nel corso della presentazione, l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò ha sottolineato quello che è stato pensato come valore strategico dell’intervento per il territorio: “Casa e ospedale della Comunità sono due tasselli fondamentali nel percorso di rafforzamento della sanità territoriale che stiamo portando avanti in Asl 2 e in tutta la Liguria - ha dichiarato -. Si tratta di strutture che si inseriscono nel modello di sanità di prossimità: qui i cittadini potranno trovare, in un unico luogo, servizi sanitari, sociosanitari e assistenziali integrati, dalla presa in carico delle cronicità agli ambulatori specialistici, fino all’assistenza domiciliare”.

Secondo Nicolò si tratta di “un cambio di paradigma importante, che mette al centro le persone e la continuità delle cure”. L’assessore ha inoltre ricordato che a questo investimento si affiancano altri interventi per il territorio, tra cui “l’installazione di una nuova TAC, che potenzierà la diagnostica e l’attivazione di un punto prelievi mobile, pensato per avvicinare ancora di più i servizi sanitari alle persone, in particolare a chi vive nei comuni più distanti dai presìdi ospedalieri”. L’obiettivo, ha concluso, è “utilizzare al meglio le opportunità offerte dal Pnrr per rafforzare sempre di più il Servizio sanitario regionale”.

Alla presentazione è intervenuto anche il direttore generale di ATS Liguria Marco Damonte Prioli, che ha ricordato l’origine del progetto: “Oggi è motivo di grande piacere vedere che i progetti relativi allo sviluppo dell’ospedale di Cairo Montenotte, avviati nel periodo in cui ricoprivo l’incarico di Direttore Generale di Asl2, sono pienamente realizzati e operativi al servizio della cittadinanza. Desidero pertanto esprimere il mio apprezzamento a tutti i professionisti e ai responsabili che hanno proseguito e portato a compimento questo percorso, tra cui il dottor Michele Orlando, che ha guidato ASL2 dopo di me, contribuendo in modo significativo al rafforzamento dell’offerta sanitaria sul territorio”.

Nel nuovo assetto organizzativo illustrato durante l’incontro, la Casa della Comunità assume il ruolo di punto di riferimento per l’assistenza territoriale. Come ha spiegato Monica Cirone, coordinatrice dell’Area Sociosanitaria Locale 2, “oggi non inauguriamo soltanto nuovi spazi, ma presentiamo alla cittadinanza un modo diverso di organizzare i servizi sanitari sul territorio”. La struttura, ha aggiunto, “rappresenta un punto di riferimento stabile chi convive con patologie croniche o necessita di un accompagnamento nel percorso di cura”

Accanto a questo, ha proseguito Cirone, “l’Ospedale di Comunità consente di gestire in modo appropriato quelle situazioni cliniche che non richiedono il ricovero in ospedale per acuti ma che necessitano comunque di un periodo di assistenza sanitaria e riabilitativa”. Per la coordinatrice, l’attivazione di questi servizi “insieme alla nuova TAC dell’Ospedale San Giuseppe e al punto prelievi mobile in Val Bormida, rappresenta un passo importante per rafforzare l’offerta sanitaria sul territorio e rendere i servizi sempre più accessibili anche nelle aree interne”.

Nel corso dell’iniziativa è stata presentata anche la nuova Tac installata nell’ospedale San Giuseppe. L’apparecchiatura, operativa dall’inizio del 2026, è stata acquistata grazie al finanziamento del Recovery Fund con un investimento complessivo di quasi un milione di euro, di cui 581 mila euro destinati all’acquisto del macchinario, mentre la restante parte ha riguardato le opere architettoniche, gli impianti e i lavori necessari all’installazione.

Dal punto di vista tecnologico il sistema consente l’acquisizione di 128 strati per rotazione a 360 gradi e permette l’esecuzione di indagini diagnostiche avanzate total body e cardio, con immagini ad altissima definizione in tempi molto rapidi e con una riduzione della dose di radiazioni per il paziente. Nel primo mese di attività, tra gennaio e febbraio 2026, la nuova Tac ha già consentito l’esecuzione di circa 200 esami diagnostici.

Prosegue infine con riscontri positivi il servizio di prelievi ematici tramite mezzo mobile nelle località della Val Bormida. Nel mese di gennaio sono stati effettuati 44 prelievi, mentre nel mese di febbraio le prestazioni hanno raggiunto circa 100 esami complessivi.

Il punto prelievi mobile è attivo in 16 località del territorio e rappresenta un presidio di prossimità particolarmente utile per la popolazione delle aree interne. Gli slot di prenotazione, accessibili tramite CUP, farmacie e portale online, risultano spesso esauriti, segno dell’elevato interesse per il servizio. L’iniziativa consente di evitare spostamenti verso le sedi ambulatoriali, spesso complessi per chi vive nelle zone più decentrate della valle, e si integra con l’attività di Assistenza Domiciliare Integrata, che continua a garantire i prelievi a domicilio per le persone impossibilitate a uscire di casa.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU