Politica - 10 marzo 2026, 15:43

Val Bormida, via libera allo studio epidemiologico: il Consiglio regionale approva all’unanimità

Giordano (M5S): “Crediamo si tratti di un provvedimento fondamentale per garantire trasparenza e tutela della salute dei cittadini di una delle aree maggiormente segnate da una storia industriale complessa e da pesanti criticità ambientali”

Val Bormida, via libera allo studio epidemiologico: il Consiglio regionale approva all’unanimità

“L’apertura della Regione sulla necessità di approfondire lo stato di salute della Val Bormida con uno studio epidemiologico aggiornato è una vittoria nell’interesse del territorio, dopo un decennio di silenzi. Crediamo si tratti di un provvedimento fondamentale per garantire trasparenza e tutela della salute dei cittadini di una delle aree maggiormente segnate da una storia industriale complessa e da pesanti criticità ambientali. È quanto mai necessario oggi disporre di dati scientifici aggiornati sullo stato di salute della popolazione: qualsiasi discussione su impianti di incenerimento in Val Bormida – ipotesi peraltro rimasta invariata nelle premesse della nostra mozione – dovrà passare prima di tutto dalla conoscenza dello stato di salute del territorio”.

Lo dichiara il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano, primo firmatario del documento votato oggi in Consiglio, che “ringrazia tutti i consiglieri di minoranza che hanno preventivamente firmato la nostra mozione e poi tutta la maggioranza che ne ha condiviso i contenuti e l’impegnativa”. Il provvedimento, approvato all’unanimità, impegna inoltre la Giunta ad attivare un tavolo permanente di confronto con enti locali, Arpal, aziende sanitarie competenti e rappresentanze dei cittadini, per monitorare in modo continuativo lo stato ambientale e sanitario dell’area. 

Sulla mozione interviene anche la coordinatrice provinciale del M5S Savona Stefania Scarone, secondo cui: “Finalmente si riconosce la necessità di partire dai dati scientifici e dalla tutela della salute dei cittadini prima di qualsiasi altra valutazione. Siamo convinti che la Val Bormida abbia già pagato un prezzo altissimo in termini ambientali e sanitari e per questo merita oggi risposte serie, trasparenza e politiche di sviluppo sostenibile, non nuovi impianti impattanti. Lo studio epidemiologico è uno strumento fondamentale di conoscenza, tuttavia il nostro NO all’inceneritore resta fermo. Continueremo a lavorare insieme ai cittadini e ai comitati per difendere questo territorio e promuovere un modello di gestione dei rifiuti basato su riduzione, riciclo ed economia circolare, l’unica strada moderna e compatibile con salute e ambiente”.

“Detto ciò, al netto dell’esito dello studio, continueremo a contrastare chi si ostina a riproporre il tema dell’inceneritore come se fosse la soluzione al ciclo dei rifiuti. Non è così. E non è vero – checché ne dica l’assessore Giampedrone – che l’Europa promuove questa tecnologia: non la vieta, certo, ma al contempo non la considera più una strada strategica per il futuro. Inseguire ostinatamente modelli superati significa restare indietro. La Liguria ha bisogno di politiche moderne sull’economia circolare, non di infrastrutture obsolete”, concludono Scarone e Giordano.

“L’approvazione dell’ordine del giorno che impegna la giunta regionale ad avviare uno studio epidemiologico sulla Val Bormida - dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello dopo l’approvazione in aula dell’ordine del giorno sottoscritto insieme ad Avs, che chiede l’avvio di uno studio epidemiologico sulla Val Bormida - rappresenta un primo passo importante per fare finalmente chiarezza su una situazione che da troppo tempo preoccupa cittadini e amministratori locali. L’obiettivo è correlare i dati su mortalità e morbilità, che in quest’area risultano più elevati rispetto alla media regionale e nazionale, con le possibili cause ambientali e sanitarie, così da poter poi intervenire per eliminarle. Questo studio è stato richiesto da molto tempo dal territorio e rappresenta uno strumento indispensabile per comprendere fino in fondo le criticità della Val Bormida. Allo stesso tempo, però, mi lascia molto perplesso l’atteggiamento della giunta, che durante la discussione ha voluto evitare e stralciare qualsiasi collegamento con l’ipotesi del termovalorizzatore: una scelta che non fa presagire nulla di buono da quel versante. Ora vigileremo affinché l’ordine del giorno non resti sulla carta. Non sempre questi atti trovano poi un seguito concreto e immediato, per questo chiederemo che lo studio venga avviato nel più breve tempo possibile, dando finalmente risposte a un territorio che ha grandi opportunità di sviluppo economico ma anche criticità ambientali e sanitarie che devono essere analizzate e messe in correlazione. Da sempre sostengo che lavoro e ambiente non debbano entrare in contrapposizione: la sfida è garantire sviluppo e occupazione insieme a una reale sostenibilità ambientale e alla tutela della salute dei cittadini”.

“Uno studio per accertare il collegamento tra attività inquinanti, malattie e mortalità è un atto di giustizia verso gli abitanti della Val Bormida, a partire dai chi ha lavorato nelle fabbriche a maggior tasso di emissioni nocive. A Bragno ero in mezzo ai cittadini e ai comitati che protestavano giustamente contro l’inceneritore quando è venuto il Presidente Bucci. I valbormidesi sono preoccupati per il futuro della loro terra e per la loro salute. Quasi in ogni famiglia della Val Bormida c’è una storia di dolore legata ai danni dell’inquinamento”, ricorda Jan Casella, consigliere regionale di AVS. “In Val Bormida potrebbe esserci un’ottima qualità della vita, ma questo aspetto è stato fortemente compromesso da oltre un secolo di industrializzazione pesante, a volte selvaggia. La Val Bormida è la terra dell’Acna e di tanti altri impianti che hanno avuto un impatto elevato sull’inquinamento del comprensorio. Per questi motivi, i cittadini chiedono uno studio epidemiologico per comprendere il collegamento tra attività nocive e danni alla salute. La richiesta è arrivata con forza durante l’assemblea a Cairo per la presentazione della legge sull’economia circolare e ribadita da Giorgia Ferrari, consigliera di opposizione a Cairo Montenotte, da sempre attenta alla creazione di un futuro sostenibile per la Valle. La nostra posizione sull’inceneritore resta chiara e immutata: siamo contrari a un impianto di questo tipo, in Val Bormida come nel resto della Liguria”, sottolinea Casella.

Rocco Invernizzi, capogruppo regionale di FdI a proposito dell'ordine del giorno, nato su iniziativa della minoranza,  oggetto di una mediazione significativa, afferma: "È un passaggio politico e sanitario di rilievo per la Val Bormida. La decisione di avviare uno studio epidemiologico rappresenta una risposta concreta alle preoccupazioni storiche e recenti dei cittadini, specialmente in un territorio che ha già vissuto un passato industriale complesso". La modifica del testo originale ha permesso di superare le divergenze tra i blocchi, arrivando a un'approvazione all'unanimità. "Questo segnale di coesione indica che la tutela della salute pubblica è stata riconosciuta come una priorità trasversale, superiore alle dinamiche di schieramento", dice Invernizzi. Lo studio mira a fornire una base oggettiva di dati per valutare l'impatto delle scelte industriali passate, presenti e future. Quello che la Regione vorrebbe é creare una "linea di base" che serva da riferimento per monitorare gli effetti sulla salute di qualsiasi progetto futuro. "Infatti é stato anche deciso di avviare un tavolo permanente di confronto con Arpal, Asl e associazioni cittadine per monitorare con costanza lo stato ambientale e sanitario dell'area", conclude Invernizzi.

Redazione

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