Dal giugno 2025 L'unità spinale del santa Corona di Pietyra Ligure partecipa ai lavori dell’Osservatorio Nazionale per lo Sviluppo di una Strategia di Prevenzione degli Annegamenti nelle Acque di Balneazione, istituito dal Ministero della Salute con l’obiettivo di rafforzare le politiche di prevenzione degli incidenti nelle aree balneari e sviluppare una strategia nazionale più efficace per la sicurezza in acqua.
L’Osservatorio riunisce istituzioni, enti locali ed esperti di diversi settori, creando uno spazio di confronto e lavoro condiviso sui principali fattori di rischio legati alla balneazione. All’interno di questo contesto, il nostro contributo si è concentrato su un tema molto specifico ma estremamente rilevante: gli incidenti da tuffo.
“Si tratta di eventi relativamente rari, ma spesso drammatici – spiega il direttore della Struttura complessa dell'Unità spianle Antonino massone - Un tuffo in acque basse può provocare lesioni gravissime del midollo spinale, fino alla tetraplegia, con conseguenze permanenti per la vita delle persone coinvolte e delle loro famiglie”.
Uno degli aspetti su cui si è concentrata l’analisi riguarda l’efficacia della segnaletica nelle aree di balneazione.
L’esperienza dimostra infatti che i tradizionali cartelli di pericolo tendono a perdere efficacia nel tempo a causa del fenomeno dell’assuefazione: quando un avviso diventa familiare, spesso smette di attirare davvero l’attenzione.
“Per questo abbiamo riflettuto su come rendere la comunicazione del rischio più efficace e più visibile – prosegue Massone - Tra le proposte avanzate ci sono: una collocazione più ampia e strategica della segnaletica, anche in spiagge a libero accesso, aree rocciose, moli, pontili e piscine; maggiore visibilità nelle ore notturne; rotazione periodica dei cartelli e variazione nello stile comunicativo per evitare l’assuefazione; l’utilizzo di messaggi chiari e ad alto impatto emotivo".
Un esempio di comunicazione diretta potrebbe essere: “Pericolo – Acqua bassa: tuffi vietati. Rischio di lesione del midollo spinale o paralisi permanente”.
Oltre ai messaggi testuali, il gruppo ha immaginato anche forme di segnaletica più coinvolgenti e immediate.
Tra le idee proposte c'è è l’integrazione di elementi visivi che rendano immediatamente comprensibili le conseguenze di un gesto impulsivo: accanto al simbolo del divieto di tuffo, ad esempio, la sagoma di una persona in sedia a rotelle, per rendere evidente il rischio reale.
Un’altra proposta riguarda l’introduzione di elementi interattivi, che permettano ai bagnanti di ascoltare brevi testimonianze di persone diventate tetraplegiche a seguito di incidenti da tuffo.
“Abbiamo inoltre immaginato una segnaletica più coinvolgente – aggiunge Massone - che integri elementi visivi e interattivi: accanto al simbolo del divieto di tuffo, la sagoma di una persona in sedia a rotelle per rendere immediatamente chiara la possibile conseguenza dell’azione, e un elemento interattivo che permetta di ascoltare una breve testimonianza di una persona diventata tetraplegica a seguito di un incidente da tuffo".
L’elemento che invita all’interazione è il “Grillo Parlante”, simbolo della voce della coscienza: un piccolo richiamo alla prudenza capace di creare una pausa cognitiva prima di un’azione impulsiva.
"Crediamo che la prevenzione passi anche attraverso nuovi modi di comunicare il rischio, capaci di catturare l’attenzione e lasciare un’impressione duratura- conclude Massone - Un sincero ringraziamento ai miei straordinari collaboratori: Valeria Illiano, Aura Zuliani, Lara Giurdanella, Gianluca Arescaldino".





