Attualità - 11 marzo 2026, 12:54

Savona, il "Cenacolo" lascia il Seminario per il restauro, l’intervento potrà svelare nuove tracce sulla storia della tela (FOTO e VIDEO)

L'opera sarà restaurata a Savigliano; l'intervento potrebbe aiutare a chiarire l’origine dell’opera, forse legata alla cerchia di Leonardo da Vinci

La copia del Cenacolo, custodita al Seminario vescovile, si prepara a un restauro che restituirà all'opera le caratteristiche originarie.

I restauratori della ditta "Restauro e conservazione opere di pittura" di Savigliano hanno staccato l'opera dalla parete del Seminario vescovile, dove si trovava, e si preparano a portarla nel laboratorio di Savigliano, dove sarà sottoposta a un accurato restauro. Diversi gli interventi che dovranno essere fatti: il primo sui colori, inscuriti con il tempo, e altri su danneggiamenti alla tela.

"Abbiamo staccato il dipinto dalla parete. Le prossime operazioni saranno quelle di smontaggio dal telaio per poterlo fare uscire dal Seminario – spiega Cesare Pagliero di 'Restauro e conservazione opere di pittura' –. Sarà arrotolato su un grande rullo in modo da non danneggiare la pellicola pittorica e poi sarà trasportato in laboratorio a Savigliano, dove verranno fronteggiate varie tipologie di degrado. Quella più evidente agli occhi è questo inscurimento della vernice, della pellicola pittorica, che con la pulitura dovrà riprendere i toni più vicini alla stesura originaria del dipinto. Poi verranno affrontate altre casistiche di natura più strutturale: alcune lacerazioni della tela, un consolidamento del tessuto e un ritensionamento sul telaio, che verrà riconsolidato".

"Dobbiamo ancora valutare se sostituirlo o meno – prosegue Pagliero –. Nel caso verrà comunque predisposto un sistema di tensionamento elastico a molle. Date le dimensioni e la collocazione difficile, che rendono complicate eventuali manutenzioni, questo permetterà un'autoregolazione del tensionamento e quindi impedirà la formazione di allentamenti e rilassamenti della tela, mantenendola sempre planare ed evitando sollevamenti o altri problemi di natura meccanica".

Pur trattandosi di un'opera il cui autore è ancora ignoto, rimane il grande valore artistico. "Il restauro è un momento unico per entrare maggiormente nell'opera – conclude Pagliero – e scoprire ancora di più, attraverso le fonti e le caratteristiche materiche, la vicinanza al suo modello di partenza".

Il grande dipinto aveva suscitato anche la curiosità di Vittorio Sgarbi, che in una sua visita a Savona era andato al Seminario per vedere l'opera. In origine la tela si trovava sulla controfacciata della Cattedrale di Nostra Signora Assunta prima che venissero realizzati gli affreschi di Francesco Coghetti. In epoche ancora precedenti, con ogni probabilità, si trovava nel convento francescano che si sviluppava intorno ai chiostri della Cappella Sistina e dei Conversi. Successivamente il dipinto fu trasferito al Seminario Vescovile del Monticello; dopo la demolizione di quell’edificio, nel 1891 venne spostato nella sede attuale di via Ponzone, dove fu anche parzialmente tagliato per adattarlo al nuovo spazio.

Sebbene nel tempo siano state realizzate molte copie del Cenacolo, quelle risalenti al Cinquecento — quindi più vicine cronologicamente all’opera originale di Leonardo da Vinci — sono piuttosto rare. Tra queste rientra anche la versione conservata nel Seminario. Diversi studiosi hanno ipotizzato che la tela possa essere stata realizzata da alcuni allievi del maestro, come Marco d'Oggiono (1470-1524), artista a cui vengono attribuiti alcuni cartoni preparatori per le tarsie del coro della cattedrale tra il 1500 e il 1522, insieme al suo collaboratore Battista da Vaprio.

È però documentata a Savona anche la presenza di un altro discepolo di Leonardo, Giovanni Pietro Rizzoli (1480/85-1553). Nel 1537 l’artista fu incaricato da una confraternita locale di esaminare un tabernacolo ligneo realizzato dallo scultore Andrea da Corbetta.

Secondo lo studioso Paolo Pacini dei Beni Culturali Ecclesiastici, la presenza del pittore in città farebbe pensare a un soggiorno non occasionale, forse iniziato alcuni anni prima. A sostegno di questa ipotesi vi sarebbero anche alcune influenze della sua cultura artistica riscontrabili nell’Adorazione dei pastori di Antonio Semino, oggi conservata nella Chiesa di San Domenico.

Pacini aggiunge inoltre che, sebbene la critica non sia del tutto unanime, diversi studiosi attribuiscono a Rizzoli non solo questo Cenacolo, ma anche altre opere — oggi frammentarie e conservate in collezioni private — realizzate a Savona per la Chiesa della Santissima Annunziata. Queste sarebbero collegate a una prima replica del Cenacolo eseguita intorno al 1515 per la Certosa di Pavia e attualmente custodita presso la University of Oxford.

Il restauro in corso potrebbe permettere di individuare nuovi elementi utili alla ricerca e, allo stesso tempo, rendere il dipinto più facilmente osservabile. Già oggi, infatti, è possibile avvicinarsi all’opera entrando con discrezione nel refettorio del Seminario.

Elena Romanato

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU