Arriva la precisazione dell'Agenzia delle Entrate sul caso di Paolo Sarullo, il 25enne di Albenga rimasto tetraplegico dopo l'aggressione del 19 maggio 2024. La Direzione Regionale della Liguria intende fare chiarezza su quanto riportato riguardo all'imposta di registro da oltre 44mila euro.
"Nessun pagamento è stato richiesto alla famiglia di Paolo", sottolinea la Direzione Regionale. Il documento chiarisce che la ricostruzione inizialmente circolata — secondo cui la famiglia avrebbe dovuto anticipare le spese per rendere esecutiva la sentenza — non corrisponde alla situazione reale sul piano fiscale.
Il punto giuridico: "Per legge, nel procedimento penale l'imposta di registro non può essere addebitata alla persona danneggiata". Nel caso specifico, precisa l'Agenzia, "la sentenza è già stata registrata 'a debito' e, di conseguenza, l'imposta di registro sarà a carico soltanto delle parti condannate in via definitiva".
La Direzione Regionale ha inoltre comunicato di restare "a disposizione della famiglia per eventuali ulteriori chiarimenti", offrendo così un canale diretto di supporto.
La precisazione ridimensiona il quadro fiscale della vicenda. C'è però l'altro aspetto che continua a pesare sulla famiglia Sarullo: i responsabili dell'aggressione sarebbero nullatenenti, e il risarcimento riconosciuto dal tribunale — circa 1,5 milioni di euro per Paolo e 500 mila per la madre Miranda — rischia concretamente di restare inesigibile.
Rossella Lamarra, presidente della Fondazione Uniti per Paolo Ets, il 25 marzo sarà alla Camera dei deputati per presentare i progetti della fondazione e sollecitare l'attenzione delle istituzioni su questa situazione dopo la terribile aggressione e il calvario di salute di Paolo, insieme al caso giudiziario.





