Attualità - 14 marzo 2026, 14:36

Caccia di selezione ai caprioli nel savonese, PAI e OSA: “Normativa frammentata e poco comprensibile persino agli addetti ai lavori”

"Garantire almeno un periodo di tranquillità alle femmine e ai loro piccoli non è una pretesa ma una richiesta di civiltà"

Caccia di selezione ai caprioli nel savonese, PAI e OSA: “Normativa frammentata e poco comprensibile persino agli addetti ai lavori”

"Oggi, 14 marzo, dovrebbe finalmente chiudersi la stagione della cosiddetta 'caccia di selezione' ai caprioli femmine e ai piccoli dell’anno nella provincia di Savona. Il Partito Animalista Italiano (PAI) e l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) utilizzano volutamente il condizionale, perché comprendere con chiarezza il quadro normativo regionale è diventato sempre più difficile. Tra leggi, delibere e determinazioni dirigenziali che si sovrappongono nella legislazione della Regione Liguria, il risultato è una normativa frammentata e poco comprensibile persino agli addetti ai lavori". Così, attraverso una nota stampa, il Partito Animalista Italiano (PAI) e l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA).

"Secondo il consuntivo pubblicato dagli Ambiti Territoriali di Caccia — enti pubblici che rappresentano il mondo venatorio — nei tre mesi di apertura della stagione 2025 sono stati abbattuti, nelle tre unità di gestione del ponente savonese (Cadibona, Sassello e Stella), 8 caprioli maschi e 21 tra femmine e cuccioli dell’anno; ma si teme siano molti, molti di più, negli altri due ambiti (albenganese e Valbormida) - si legge ancora nella nota - Numeri che sollevano interrogativi evidenti sull’effettiva efficacia di quella che viene definita 'caccia di selezione'. Una pratica che, nei fatti, rischia di tradursi in un prelievo che incide in modo significativo sulle componenti più vulnerabili della popolazione animale. Non a caso, nelle proprie relazioni tecniche, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di evitare squilibri numerici tra i sessi nelle popolazioni di ungulati. La rarefazione dei maschi, infatti, può generare effetti negativi sulla dinamica naturale delle popolazioni".

"Per queste ragioni, OSA e PAI ritengono che la Regione Liguria dovrebbe adottare un principio di maggiore prudenza, valutando la sospensione della caccia di selezione almeno fino a quando non vi siano dati scientifici certi e aggiornati che giustifichino interventi di questo tipo. In molti casi, la scelta più razionale e rispettosa degli equilibri naturali è semplicemente quella di lasciare che sia la natura a regolare se stessa. Garantire almeno un periodo di tranquillità alle femmine di capriolo e ai loro piccoli non è una pretesa ma una richiesta di civiltà", concludono Partito Animalista Italiano (PAI) e Osservatorio Savonese Animalista (OSA).

Redazione

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