Sanità - 19 marzo 2026, 16:35

Sanità ligure, i medici proclamano lo stato di agitazione: “Riforma senza confronto e risorse”

Le sigle della dirigenza sanitaria denunciano disorganizzazione, carenza di personale e rischi per pazienti e operatori

Sanità ligure, i medici proclamano lo stato di agitazione: “Riforma senza confronto e risorse”

Sale la tensione nel sistema sanitario ligure: le principali sigle della dirigenza medica e sanitaria annunciano lo stato di agitazione, affiancandosi alla protesta già avviata dal comparto.

“La dirigenza medica e sanitaria della Regione Liguria dichiara ufficialmente, parallelamente al personale del comparto, lo stato di agitazione”, dichiarano in una nota le sigle AAROI EMAC - ANAAO ASSOMED – FP CGIL Medici e Dirigenza Sanitaria – CISL Medici – FASSID - FVM Federazione Veterinari Medici e Dirigenti Sanitari.

Continuiamo a sostenere che la neo-approvata Riforma Sanitaria è stata imposta in un arco temporale estremamente ridotto, senza la predisposizione di un piano sanitario strutturato né l’attivazione di tavoli tecnici opportuni, indispensabili per affrontare le criticità operative e organizzative. Si tratta di un processo avviato in modo inverso rispetto a qualsiasi logica di buona governance: privo di confronto preventivo e, di fatto, anche successivo. Questa modalità evidenzia una grave mancanza di considerazione nei confronti dei professionisti che quotidianamente garantiscono il funzionamento del sistema sanitario regionale, non solo della dirigenza e del comparto, ma anche dei Pazienti stessi”, proseguono.

Nonostante ciò, il personale sanitario continua, con spirito di abnegazione e senso di responsabilità, a sostenere un sistema che presenta criticità diffuse. Negli ultimi anni erano stati raggiunti importanti equilibri organizzativi, costruiti con fatica e competenza — come nel caso dell’integrazione tra Villa Scassi e ASL 3, ma gli esempi potrebbero essere vari —, oggi completamente messi in discussione, generando discontinuità e disservizi. La riforma appare ambiziosa nei presupposti, ma sproporzionata rispetto alle risorse disponibili e alle reali capacità di attuazione. Promette più di quanto sia concretamente sostenibile e rischia di compromettere quanto costruito nel tempo. Da mesi le organizzazioni della dirigenza medica e sanitaria attendono convocazioni strutturate e realmente costruttive. È stata più volte manifestata piena disponibilità al confronto, con l’unico obiettivo di contribuire all’individuazione di soluzioni efficaci e sostenibili. Tuttavia, tale disponibilità è rimasta inascoltata. La qualità delle cure e la sicurezza dei pazienti non possono dipendere dalla buona volontà di chi opera quotidianamente nel sistema, ma devono essere garantite da un’organizzazione sanitaria solida, adeguatamente strutturata e sostenuta, attraverso un confronto continuo tra chi governa e chi, grazie all’esperienza sul campo, può fornire un contributo tecnico essenziale. Si ribadisce con fermezza che la risposta alle criticità del sistema non può consistere nell’aumento indiscriminato dei carichi di lavoro. L’aggiunta di prestazioni in assenza di spazi organizzativi adeguati, in contrasto con i tempari definiti dalle società scientifiche, compromette la qualità delle cure e la sicurezza dei pazienti, nonché degli operatori tutti”, aggiungono le organizzazioni.

La sanità non si occupa di numeri, ma di persone. Il diritto alla cura, sancito dalla Costituzione, non può essere subordinato a logiche meramente economiche o organizzative improvvisate”, sottolineano.

Il clima di incertezza e disorganizzazione sta generando un crescente malcontento tra i professionisti. Sempre più operatori stanno abbandonando le strutture ospedaliere liguri per cercare condizioni lavorative e di vita migliori in altre regioni, aggravando ulteriormente la carenza di personale professionale nella nostra regione. Non è accettabile che tale carenza venga affrontata attraverso un utilizzo improprio e intensivo del personale in servizio, con la prospettiva di adoperarlo in condizioni di continua mobilità sul territorio, con un conseguente aumento significativo del rischio clinico per pazienti e operatori stessi. Esistono standard organizzativi definiti dalle società scientifiche, così come esistono norme contrattuali precise — a partire dal CCNL e dalle disposizioni in materia di orario di lavoro — che devono essere rispettate e applicate”, evidenziano.

Per tutti noi è stato inoltre profondamente umiliante constatare l’assenza, alla convocazione della Seconda Commissione Sanità svoltasi in data 16 marzo 2026, di figure apicali della sanità ligure quali l’Assessore Massimo Nicolò (nostro collega) e il Direttore Paolo Bordon, che ci è stato riferito aver ricevuto per tempo l’invito e con i quali avremmo avuto il dovere e il piacere di confrontarci”, affermano le sigle.

La dirigenza medica e sanitaria ribadisce la propria disponibilità al confronto, ma richiede con urgenza un cambio di metodo: servono programmazione, ascolto e rispetto delle competenze. In assenza di risposte concrete, lo stato di agitazione rappresenta un primo passo necessario per la tutela dei professionisti e, soprattutto, dei cittadini”, concludono.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU