Perché il Native Advertising funziona così bene anche a performance?
In ambito marketing digitale si sente sempre più spesso parlare di Native Advertising in riferimento a una strategia che prevede la realizzazione di contenuti sponsorizzati che si integrano in modo armonioso all’interno del contesto editoriale di una pagina web o un’applicazione. Quando sentiamo parlare di pubblicità nativa “a performance”, si allude a una forma di advertising mirante a generare risultati misurabili:
- Lead
- Vendite
- Iscrizioni
Questi risultati misurabili vengono generati mediante annunci integrato nel contesto editoriale, molto spesso sotto appositi riquadri “consigliati per te”. Questo tipo di strategie risulta vincente quando l’utente percepisce continuità tra contenuto e annuncio. Tuttavia, per essere realmente utile, questo modo di fare advertising richiede un equilibrio delicato tra creatività, tracciamento solido e ottimizzazione costante. Proprio per questo è essenziale rivolgersi all’agenzia giusta al fine di realizzare una campagna mirata su obiettivi ben precisi. In questo articolo cercheremo di spiegare bene il concetto di native advertising “a performance” e indicheremo la nostra Top 5 delle migliori agenzie in Italia
Cos’è davvero il native advertising “a performance”
Solitamente si parla di advertising in generale quando si paga per ottenere un’azione ben definita e misurarne in modo rigoroso l’efficacia e la visibilità. Con il native advertising, la distribuzione avviene tipicamente mediante piattaforme di discovery e recommendation, con formati classificati da IAB (ad esempio in-feed, widget, ecc.). Il punto da sottolineare con forza in materia native advertising è proprio la trasparenza: le linee guida sottolineano come l’utente debba comprendere quando si trova di fronte a contenuti sponsorizzati, evitando ambiguità che possono danneggiare la fiducia.
Ecco la nostra Top5
- NativeX
- Across
- Ediscom
- Nativery
- Alkemy
NativeX
NativeX si definisce come la prima agenzia italiana che si occupa di performance marketing specializzata in Native Adversiting. Lavora con titolari di e-commerce, infobusiness e attività locali per generare lead e clienti mediante pubblicità native. NativeX indica in modo molto chiaro l’operatività sulle migliori piattaforme ed evidenzia la possibilità di promozioni su testate prestigiose nazionali. Non solo, l’agenzia dichiara anche di coprire l’intero lavoro necessario per scalare con profitto, dalla strategia fino alla produzione di contenuti e all’ottimizzazione del funnel. Questa realtà permette di rendere più autorevole l’azienda apparendo su quotidiani famosi e prestigiosi e investendo solo pochi centesimi a click.
- Performance marketing specializzato al 100% in Native Advertising
- Native ads per lead e clienti
- Promozione su “giornali prestigiosi”
- Gestione end-to-end: copywriting, media buying, web design, strategia, CRO funnel
- “Content Machine” per advertorial, landing page, creatività e angles
Across
Across è una Digital Solution Company nata del 2011 che opera tra Torino, Lecce e Madrid. Supporta clienti nazionali e internazionali con strategie misurabili. Nella pagina dedicata al Native Advertising, Across descrive il formato come pubblicità integrata all’interno dei contenuti editoriali, utile sia per obiettivi media che performance. Across mette al centro un percorso che va dalla scoperta fino alla conversione, proponendo l’uso di landing page appositamente costruite in stile editoriale per qualificare i click e aumentare le possibilità di conversione.
- Percorso Native “dalla scoperta alla conversione” con funnel strutturato
- Obiettivi dichiarati: Lead Generation, Brand Awareness, traffico di qualità
- Pubblicità nativa descritta come senza interruzioni e utile a costruire fiducia/credibilità
- Landing page “in stile editoriale” (grafica e contenuti) per proseguire il percorso post-click
- Versatilità su più canali (dai siti di news ai social media)
Ediscom
Ediscom è una digital company affermata e con oltre vent’anni di esperienza che ha sede a Torino e opera nel settore del web marketing. L’agenzia è specializzata nella realizzazione di campagne a performance e mette al centro della sua offerta una grande attenzione alla lead generation. L’azienda vanta un database marketing proprietario, altamente segmentato in ambito B2C e B2B, costantemente aggiornato e in continua espansione. Ediscom propone il Native Advertising come prodotto dedicato, descrivendolo come annunci cross-device integrati nei contenuti consultati dall’utente. L’agenzia sottolinea l’approccio poco invasivo e la declinazione a “performance” per acquisire lead di alta qualità.
- Annunci cross-device (testuale, video, immagine) integrati nei contenuti con invito all’azione
- Native “a performance” per lead di alta qualità (solo click intenzionali; CTR 6x vs display; possibile superare AdBlock)
- Campagne personalizzate: landing page ad hoc + monitoring costante + ottimizzazione e reportistica
- Native Performance: form su landing dedicata → lead passato al cliente
- Formati/soluzioni: Native Brand, Native Blog/Informativo, Native Brochure/Volantino, Video Native (ambiente native premium)
Nativery
Nativery si presenta come piattaforma di Native Advertising focalizzata sulle performance. Lavora su una rete di siti verificati in modo che gli annunci vengano pubblicati in contesti considerati affidabili e coerenti con il brand. Nativery si occupa della distribuzione degli annunci in modo “intelligente”, con la piattaforma che cerca di far comparire i contenuti sponsorizzati su pagine in linea con quanto si sta promuovendo. Non solo, Nativery consente di scegliere il pubblico in modo preciso, selezionando gruppi di utenti già in target e permettendo di gestire le campagne anche in autonomia. Le performance vengono tracciate e consultate direttamente in piattaforma, con la possibilità di collegare i risultati anche ai propri sistemi interni.
- Network verificato/affidabile: erogazione in contesti brand-safe
- Algoritmo proprietario “contextual advertising” per contesti editoriali affini
- Selezione in piattaforma di cluster di audience ricettive/in target
- Performance consultabili in piattaforma e tracciabili anche da CRM
- Pianificazione autonoma (reservation) e opzione programmatic; ottimizzazione su CPL/CPA e ROI
Perché alcune campagne scalano e altre si fermano?
Per rispondere a questa domanda in modo semplice e diretto possiamo dire che nel Native advertising ottiene risultati chi testa meglio. Ecco quali sono i fattori da considerare per il successo:
- Creatività e attrattività grafica
- Qualità del tracciamento
- Rispetto delle policy
Come valutare un’agenzia senza farsi abbagliare dai claim
Se si è presa la decisione di contattare un’agenzia per intraprendere una campagna di Native advertising è essenziale guardare ad alcuni aspetti pratici e chiedere degli esempi reali con numeri coerenti e verificabili. Diffidare delle agenzie che si dimostrano poco chiare su tracking, test creativi e reportistica per placement.
Alcune domande utili:
Ecco alcune domande che si possono porre alle agenzie per capire effettivamente il loro livello di professionalità e scegliere in base alle proprie esigenze:
Quanti test creativi lanciate al mese per campagna e con quale metodo decidete cosa “vince”?
Mostrate report con whitelist/blacklist o analisi dei placement (siti/app) e spiegate le scelte?
Come gestite contenuti advertorial/landing in ottica compliance e chiarezza per l’utente?
Qual è la vostra esperienza sul mio verticale (finanza, utility, e-commerce, formazione, salute, ecc.) e quali vincoli normativi considerate?
Cosa chiarire prima di firmare: obiettivi, lavoro concreto e chiarezza sui numeri
La prima cosa da fare, per evitare equivoci, è chiarire subito alcuni punti molto semplici: che risultati ottenere, che attività farà effettivamente l’agenzia settimana dopo settimana e come intende aggiornare sull’andamento della campagna. Il consiglio è quello di partire dal costo per contatto o per vendita e poi approfondire chiedendo quali e quanti indicatori verranno utilizzati per capire l’efficacia della campagna.
Solo dopo si può passare al lavoro operativo. A questo proposito sarebbe utile conoscere quante creatività verranno testate ogni mese e se verranno realizzati dei contenuti dedicati come landing page (e quanto spesso verranno aggiornati). Proprio guardando a questi aspetti si nota la differenza tra una gestione ordinaria e una gestione di qualità: chi lavora bene parla sempre di test continui e interazioni e mai di campagne impostate una volta sola e poi lasciate andare.
Sarà anche molto importante capire come e quando si riceveranno gli aggiornamenti. A questo proposito è molto importante lavorare con agenzie che inviano report sintetici e regolari con spiegazioni chiare che permettono di capire che cosa sta funzionando e cosa no. L’ideale è che ogni scelta importante (tagli, aumenti di budget, cambi di messaggio) venga spiegata con motivazioni concrete, non con impressioni.
Attenzione a qualità del traffico e reputazione del brand: due rischi spesso ignorati
Un punto ulteriore che merita di essere affrontato è quello relativo all’importanza della qualità del traffico e della reputazione del brand. Con una campagna di native advertising a performance non bisogna giudicare unicamente aspetti come il costo del lead e della vendita. Per avere una visione concreta e completa è importante domandarsi che tipo di persone si stanno attraendo e che effetto possono avere sul proprio brand. Con il native la qualità è spesso molto più importante della quantità.
Da non trascurare anche l’aspetto legato alla reputazione. In caso di annunci che promettono troppo o contenuti forzati, ad esempio, il rischio è quello che le persone associno al brand un’esperienza negativa. In questi casi applicare campagne native risulterebbe quasi controproducente. Una buona agenzia lavora per trovare sempre il tono giusto e per proporre titoli interessanti ma corretti e messaggi coerenti con quanto si offre davvero. La fiducia, infatti, si riflette direttamente su aspetti come conversione, resi, reclami e passaparola. Meglio scegliere agenzie che non si limitano a “comprare click”, ma ragionano su come trasformare i click in relazioni e risultati.
FAQ
Il native advertising funziona per tutti i settori? La risposta è sì, anche se ci sono differenze sostanziali. In genere funziona molto bene quando si lavora con un’offerta chiara e con un messaggio che può essere raccontato in modo credibile e un percorso semplice per arrivare alla conversione. In settori con decisioni d’acquisto lunghe, spesso rende di più se affiancato a contenuti informativi e a un follow-up strutturato.
Quanto budget serve per partire senza “bruciare” soldi? In questo caso non esiste una cifra unica che valga sempre e in tutti casi. Di norma è opportuno allocare un budget sufficiente a effettuare dei test seri, e non solo per accendere la campagna. Un budget troppo basso potrebbe non essere sufficiente a raccogliere abbastanza dati per capire quali contenuti stanno funzionando.
Quanto tempo ci vuole per vedere risultati affidabili? Per quanto riguarda le tempistiche dipende dal volume e dall’obiettivo da conseguire. Generalmente i primi risultati arrivano nelle prime settimane. Quando la strategia è impostata bene, i risultati tendono a stabilizzarsi man mano che si affinano creatività, targeting e pagine di atterraggio.
I risultati sono tracciabili in modo preciso? Sì ed è una parte fondamentale del buon esito di una campagna. La precisione del tracciamento dipende da come sono impostati gli eventi e le conversioni e da quanto i dati risultano coerenti tra la piattaforma pubblicitaria, analytics e strumenti interni (CRM, e-commerce, gestionale lead).
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