Si chiude oggi la campagna elettorale referendaria per il “No” alla legge Meloni-Nordio. Lo comunica il Comitato Società Civile per il NO della Provincia di Savona, sottolineando l’intensità dei giorni che hanno preceduto il voto.
“Negli ultimi giorni abbiamo assistito a un paradosso evidente: quando si trattava di migliorare i diritti di milioni di lavoratrici e lavoratori, il Governo invitava a non votare; oggi, invece, chiede di recarsi alle urne non per ampliarli, ma per cancellarli” si legge nella nota del Comitato.
“In Provincia di Savona abbiamo costruito una campagna forte, partecipata e diffusa. In due mesi abbiamo incontrato migliaia di cittadine e cittadini attraverso oltre 300 iniziative tra assemblee nei luoghi di lavoro, presidi, banchetti, volantinaggi e incontri pubblici - aggiungono -. Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro e all’impegno del Comitato Provinciale Società Civile per il NO della Provincia di Savona, composto da oltre 30 realtà tra associazioni, partiti e sindacati, alle circa 200 adesioni individuali e al contributo prezioso di magistrati e avvocati”.
“Abbiamo allargato la partecipazione e quindi rafforzato la democrazia - ci tengono a sottolineare dal Comitato -, aprendo un confronto importante sul tema della giustizia e sul suo legame con la società. È stata anche un’importante occasione di formazione sulla Costituzione. Un patrimonio collettivo che non deve essere disperso, anche in vista delle prossime battaglie di civiltà a difesa dei principi costituzionali”.
“Quella proposta non è una riforma della giustizia, ma un attacco all’equilibrio costituzionale - secondo i contrari - Interviene su sette articoli della Costituzione, indebolendo l’indipendenza e l’autonomia della magistratura e alterando il bilanciamento tra i poteri, rafforzando in modo pericoloso l’esecutivo. Smantellare questi equilibri è sempre un errore, e lo è ancora di più in una fase storica in cui le democrazie appaiono sempre più fragili. Inoltre, la riforma non affronta i problemi reali della giustizia e rischia di crearne di nuovi, con conseguenze dirette sui diritti di tutte e tutti. Basterebbe questo per dire: fermatevi”.
Ma c’è di più secondo il Comitato contrario alla riforma: “Non accelera i processi, neanche per chi attende giustizia per un familiare morto sul lavoro. Non investe realmente in digitalizzazione e innovazione. Non rafforza gli organici: mancano circa 20.000 addetti a livello nazionale e, a Savona, il Tribunale registra una carenza del 50% del personale amministrativo. Non stabilizza migliaia di lavoratrici e lavoratori precari: entro luglio oltre 6.000 rischiano il posto. Non valorizza il lavoro nel settore: gli aumenti salariali risultano insufficienti rispetto all’inflazione reale. Non è una riforma: è una scelta che indebolisce il sistema”.
“Per questo va respinta, aprendo invece un confronto serio sui veri problemi della giustizia. Votare NO è un dovere civile: non riguarda solo i magistrati, ma la qualità della nostra democrazia e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni” concludono.
Aderiscono al Comitato Società Civile Savonese per il NO: Cgil SV, Arci , Anpi, Aned, Auser, Federconsumatori, Sunia, Acli, Linea Condivisa, Emergency, Pd, Udi, Psi, Rifondazione Comunista, Più Europa, Possibile, Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle, Comitato Acqua Bene Comune, Attac, Pd savonese, Il Rosso Non è il Nero, Libera, PCI Savonese, Europa Verde, Circoli Italia/Cuba Celle e Savona, Noi per Savona, il segnalibro di Sassello, Medicina Democratica, Cub Sv e Valbormida e oltre 200 personalità della società civile.





