Riceviamo e pubblichiamo:
Egregio Direttore,
stiamo assistendo, nei comuni del comprensorio, a momenti istituzionali importanti: inaugurazioni, visite, incontri con rappresentanti regionali ed amministrazioni locali. Occasioni che, quando correttamente comunicate in anticipo, diventano momenti di condivisione e partecipazione per tutta la cittadinanza.
In alcuni casi, come ad esempio a Toirano, gli eventi sono stati annunciati per tempo, dando la possibilità di cittadini a partecipare. Un segnale semplice ma significativo: le istituzioni che si mostrano, si raccontano e si rendono accessibili nel loro operare per tutta la comunità senza dare l’impressione di fare parte di una cerchia ristretta.
Diversa appare invece la situazione a Boissano.
La recente visita presso l’edificio in ristrutturazione, noto come sede della Croce di Malta, si è svolto senza una reale pubblicizzazione da parte dell’amministrazione comunale. Ne deriva la percezione, di un evento riservato a pochi, un gruppo ristretto di persone informate, più che a una comunità intera.
A rendere ancora più evidente la discrepanza tra eventi “per pochi” e bisogni reali della comunità è il contesto quotidiano del paese. Boissano soffre di trascuratezza e scarsa manutenzione: strade dissestate, verde pubblico poco curato, illuminazione inadeguata e spazi che spesso versano in condizioni di degrado. La carenza di risorse economiche rende queste criticità difficili da affrontare. Eppure, proprio in questi giorni, sono stati eseguiti interventi di pulizia e sfalcio, come se la cura del paese dipendesse dalla presenza di eventi ufficiali o dalla necessità di fare “bella figura” davanti a ospiti selezionati che fanno visita ad un opera che pure concentra in un punto specifico investimenti che mancano invece sul territorio comunale nella sua interezza.
Non si tratta di un episodio isolato. Già in occasione della presenza del TGR Liguria itinerante, alcuni cittadini avevano evidenziato come la narrazione del paese fosse affidata a voci selezionate, lasciando fuori altre esperienze e sensibilità. Una rappresentazione positiva, certo, ma parziale.
Boissano rischia così di apparire non come una comunità aperta e partecipata, ma come una sorta di “palcoscenico” in cui eventi e presenze istituzionali si svolgono davanti a un pubblico scelto, più che condiviso. Una dinamica che richiama, almeno nella percezione, logiche più chiuse che appartengono ad altri tempi, più “feudali” che democratiche.
Eppure, oggi più che mai, la politica locale ha bisogno di trasparenza, inclusione, semplicità ed interesse diffuso. Non grandi eventi per pochi, ma momenti autentici per tutti. Non inviti impliciti, ma comunicazioni chiare. Non rappresentazioni selettive, ma comunità coinvolte.
Non investimenti spot che inevitabilmente fanno "figli e figliastri" ma manutenzione ordinaria e diffusa.
Ripartire da qui potrebbe essere il modo migliore per rafforzare il senso di comunità e fiducia nelle istituzioni.
Con rispetto,
Un cittadino





