In Val Bormida il referendum sulla giustizia restituisce un quadro articolato e tutt’altro che uniforme, segnato da differenze significative tra i comuni più popolosi e quelli di dimensioni minori.
Nei due centri maggiormente abitati ha prevalso il No, come emerge chiaramente dai dati: a Cairo Montenotte il 53,16% degli elettori si è opposto alla riforma, contro il 46,84% favorevole, mentre a Carcare il No ha raggiunto il 57,25%, lasciando il Sì al 42,75%.
Anche nei comuni di Altare, Giusvalla, Murialdo e Plodio il No è risultato leggermente prevalente, con percentuali comprese tra il 50,29% e il 55,87%, confermando una tendenza prudente o critica nei confronti della proposta di riforma.
Il Sì ha invece ottenuto risultati più netti in altri centri della valle, come Bardineto, dove ha raggiunto il 63,17% dei voti contro il 36,86% contrari, e Osiglia con il 59,22%. Una maggioranza favorevole si è registrata anche a Bormida, Calizzano, Pallare e Mallare, con percentuali comprese tra il 52% e il 56%. Nei comuni di Dego, Piana Crixia, Cengio, Cosseria, Millesimo e Roccavignale, infine, l’orientamento a favore della riforma è stato più contenuto, con percentuali di Sì appena superiori alla soglia del 50%.
Al di là dei singoli dati locali, il voto può essere letto non solo come un giudizio sulla riforma proposta, ma anche come un segnale dal valore politico più ampio: per molti elettori, infatti, il referendum ha rappresentato indirettamente una valutazione dell’operato del Governo guidato da Giorgia Meloni, trasformandosi di fatto in un test politico sul clima di fiducia nei confronti dell’esecutivo, anche in vista delle ormai imminenti elezioni in programma nel 2027.





