Rinvio a giudizio. Questa la richiesta del Pubblico Ministero Chiara Venturi nei confronti dell'autista del camion che lo scorso dicembre ha investito mortalmente in Corso Tardy&Benech la 22enne Valentina Squillace.
Nei mesi scorsi era stato confermato il passaggio con il semaforo rosso e dagli accertamenti sul tachigrafo sembrerebbe che il mezzo avesse mantenuto una velocità media nel tratto di 20 km/h. La Pm Venturi aveva ricevuto la relazione della polizia locale di Savona in merito all'incidente mortale che è costato la vita alla giovane.
L'autista, indagato per omicidio stradale, già sanzionato dagli agenti per l'infrazione, secondo quando appurato sia dalla visione delle telecamere che tramite i controlli sui semafori e sul dispositivo obbligatorio sui mezzi pesanti per valutare la velocità, tempi di guida, riposo e attività del conducente, avrebbe superato il semaforo prima dell'incrocio tra via Servettaz e via De Amicis con il rosso arrivando poi ad investire la giovane studentessa non accorgendosene e trascinandola per circa 50-60 metri. La giovane da via Servettaz si dirigeva nella parte opposta e aveva infatti attraversato la strada con il verde.
L'avvocato difensore dell'autista pare possa optare per la via del patteggiamento, nel frattempo potreebbe essere presentato un ricorso contro la sanzione per il passaggio con il semaforo rosso.
Il Comando di via Romagnoli dopo il drammatico incidente aveva lanciato due appelli: il primo per poter acquisire nuove testimonianze sull'incidente e il secondo per trovare la persona che la mattina stessa del sinistro aveva trovato il cellulare della ragazza e l'aveva consegnato ai poliziotti. Capire in che punto può essere stato trovato il cellulare infatti poteva essere utile per ricostruire la dinamica del sinistro. Solo che nessuno ha risposto all'appello.
Nei giorni successivi all'incidente inoltre era stata lanciata una petizione per chiedere un intervento sulla viabilità in quel tratto.





