Attualità - 28 marzo 2026, 10:55

Lupi in crescita: la Valle d'Aosta pensa a proiettili di gomma e pattuglie notturne

Il Consiglio regionale valdostano accende i riflettori sul tema: proiettili di gomma e pattuglie notturne le prime risposte. Ma le regioni alpine chiedono al governo strumenti più incisivi e una strategia nazionale condivisa

Lupi in crescita: la Valle d'Aosta pensa a proiettili di gomma e pattuglie notturne

Sono almeno un centinaio i lupi che popolano il territorio valdostano, una stima ritenuta per difetto dagli stessi esperti vista la complessità del monitoraggio. Il dato è emerso in Consiglio regionale durante il dibattito su un'interpellanza della Lega, quando l'assessora all'Agricoltura Speranza Girod ha fatto il punto sulla situazione. Non si tratta di un caso isolato: su tutto l'arco alpino nord-occidentale, da Liguria e Piemonte fino alla Valle d'Aosta, la pressione del predatore cresce e i territori cercano risposte coordinate.

Nel corso dell'ultima stagione invernale in Valle d'Aosta si sono registrati più di cento avvistamenti, con sei aree comunali identificate come "hotspot" per la concentrazione di danni al patrimonio zootecnico. Gli episodi di predazione accertati nel 2025 sono stati 51, con indennizzi per circa 46 mila euro; nei soli primi mesi del 2026 ne sono già stati segnalati due. L'assessora ha ricordato che le stime iniziali del 2025 si attestavano tra i 60 e gli 80 esemplari, cifra che i dati più recenti hanno già ampiamente superato.

Sul fronte normativo, si attende ancora il decreto ministeriale che stabilirà per ciascuna regione il tetto massimo di esemplari abbattibili. Per la Valle d'Aosta la quota indicativa sarebbe di tre capi. Il recente declassamento del lupo da "specie particolarmente protetta" a "specie protetta" apre la strada a interventi più tempestivi, ma — ha precisato Girod — il limite agli abbattimenti resterà vincolante a livello nazionale, escludendo qualsiasi forma di eliminazione indiscriminata. Il relativo piano di controllo dovrà comunque ricevere il via libera dell'Ispra. Nel frattempo l'assessorato ha già avanzato ad Ispra la richiesta di autorizzare l'impiego di proiettili di gomma come strumento di dissuasione non letale, affidato al personale del Corpo forestale. Quest'ultimo ha già avviato servizi di vigilanza mirati nelle ore serali e notturne nei comuni più esposti.

Il quadro regionale si inserisce in una dinamica alpina più ampia. Secondo l'ultimo report Ispra sulla popolazione alpina, i lupi stimati nelle regioni alpine italiane sono 1.124, con un tasso di crescita annuale dell'1,06. Nel settore centro-occidentale (che comprende Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta) la crescita appare più contenuta rispetto alle aree orientali, coerente con una popolazione vicina alla stabilizzazione; ciononostante, la specie continua a espandersi verso zone collinari e contesti più urbanizzati. Il Piemonte, con 464 esemplari stimati, risulta la regione alpina con la presenza più numerosa, ma è Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta a formare un corridoio ecologico fortemente interconnesso.

In Liguria la situazione è percepita come sempre più critica. In Consiglio regionale è stato sottolineato che la popolazione di lupi nella regione negli ultimi dieci anni è più che raddoppiata, a fronte di un piano di gestione che risale a quasi un decennio fa. L'assessore regionale Alessio Piana ha risposto annunciando il potenziamento del nucleo di vigilanza faunistico-ambientale, con nuove unità già operative dal 2025 e un'ulteriore immissione prevista nel 2026, oltre alla richiesta al tavolo nazionale di maggiore flessibilità nei piani di prelievo. Coldiretti Liguria denuncia l'assenza di un monitoraggio costante e aggiornato sulla popolazione, sostenendo che la regione si trova in una situazione insostenibile: da un lato la proliferazione del lupo, dall'altro una burocrazia definita labirintica per ottenere i risarcimenti da predazione.

La stessa assessora valdostana Girod ha riferito di essersi confrontata con i colleghi di Piemonte, Lombardia e Liguria, registrando la volontà comune di portare avanti in maniera coordinata le istanze dei territori montani.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU