Attualità - 28 marzo 2026, 15:20

Sicurezza, prevenzione e dissesto idrogeologico. A Savona il seminario di Ansfisa su infrastrutture e territorio

Al centro della giornata il "Libro Bianco" con cui l’Agenzia punta a consolidare il presidio sull’intero sistema

Non limitarsi a inseguire l’emergenza, ma rafforzare strumenti, competenze e coordinamento per prevenire il rischio e proteggere le infrastrutture di trasporto.

Questo il filo conduttore dell’incontro che ieri (27 marzo, ndr), al Priamar, è stato promosso da Ansfisa per mettere a confronto tra loro istituzioni, gestori, professionisti e operatori del settore col seminario “Sicurezza e tutela delle infrastrutture sul territorio”, organizzato con la collaborazione di RemTech Expo, dell’Ordine dei Geologi della Liguria e dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Savona.

Al centro della giornata il Libro Bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto, strumento tecnico e operativo con cui Ansfisa intende consolidare un approccio sempre più orientato alla prevenzione strutturale, alla programmazione di lungo periodo e all’integrazione delle competenze. Un’impostazione che in Liguria assume un rilievo particolare, considerando le caratteristiche di un territorio fragile e complesso, segnato da versanti acclivi, bacini di ridotte dimensioni e reti di collegamento particolarmente esposte. La conformazione stessa della rete infrastrutturale regionale rende l’interruzione di un singolo tratto potenzialmente capace di isolare porzioni ampie del territorio.

Nel suo intervento introduttivo, il direttore di Ansfisa Domenico Capomolla ha richiamato il lavoro svolto dall’Agenzia nel corso dell’ultimo anno per consolidare sempre più il presidio della sicurezza sull’intero sistema, sottolineando come anche dal Libro Bianco emergano proposte concrete per una gestione più efficace del rischio e per una tutela più avanzata delle reti viarie, ferroviarie e degli impianti fissi.

“Con il Libro Bianco abbiamo voluto costruire una piattaforma di confronto solida - ha affermato Capomolla -, su cui far crescere non solo la condivisione delle analisi ma anche un modello di intervento sempre più fondato sulla prevenzione e sulla capacità di fare sistema. Portare questo lavoro sul territorio significa alimentare il dialogo tra amministratori, gestori e operatori, valorizzare esperienze dirette e rafforzare quella cultura della sicurezza che rappresenta uno dei compiti fondamentali dell’Agenzia”.

La sessione mattutina ha messo in relazione istituzioni regionali e territoriali, Autorità di bacino, ordini professionali e principali soggetti coinvolti nella gestione delle infrastrutture, con un focus specifico sulla realtà ligure. Tra i temi affrontati, la rete ferroviaria regionale, il contributo degli autori del Libro Bianco e il confronto su monitoraggio, criticità e buone pratiche con i rappresentanti di Anas, Autostrade per l’Italia, del Comune di Savona e del Comune di Vado Ligure.

“In Liguria - ha sottolineato nel suo intervento l'assessore regionale Giacomo Raul Giampedrone - operiamo in uno dei territori più complessi d’Italia dove la gestione delle infrastrutture è inseparabile dal rischio idrogeologico, come consapevolezza e pratica quotidiana. Regione Liguria ha dimostrato una capacità di azione e reazione tra le più avanzate a livello nazionale, sia nella gestione delle emergenze, che negli interventi strutturali. Fondamentale il cambio di approccio: non ricostruiamo più com’era prima, ma meglio e più sicuro, integrando prevenzione, progettazione e protezione civile. Investire prima e in modo mirato significa salvare vite, rendere più resilienti i territori e usare meglio le risorse pubbliche”

Ad unire i vari interventi è stata la consapevolezza di come la prevenzione del dissesto non possa più essere considerata un tema separato dalla continuità e dalla sicurezza dei collegamenti. In una regione come la Liguria, dove la dorsale costiera e le direttrici trasversali sostengono una parte essenziale della mobilità di persone e merci, la resilienza delle infrastrutture coincide sempre più con la capacità di leggere per tempo i segnali del territorio, condividere dati e pianificare gli interventi in modo coerente e continuativo. 

“Portare il Libro Bianco nei territori significa trasformare un patrimonio di analisi, esperienze e competenze in uno strumento vivo, utile a chi ogni giorno è chiamato a decidere, progettare e intervenire. La collaborazione con Ansfisa nasce proprio da questa esigenza: creare un terreno comune tra istituzioni, gestori e comunità tecnico-scientifica, perché la prevenzione possa diventare sempre più un metodo operativo condiviso”, ha dichiarato Silvia Paparella, General Manager di RemTech Expo. 

Marco Russo, Sindaco di Savona ha sottolineato come non si possa “non rimarcare il fatto che nel nostro territorio ci sia una grande necessità di nuove infrastrutture ferroviarie, stradali e autostradali, poiché le infrastrutture nuove riducono l’esigenza di interventi di adeguamento”. Per il primo cittadino i concetti chiave sono: manutenzione, investimenti, comunicazione e gestione del rischio. “Tutto ciò richiede pianificazione e coordinamento con Regione e Governo. Savona ha deciso di mettere questa tematica al centro, stringendo un rapporto di collaborazione con Fondazione Cima che trasferirà la propria sede nella Fortezza del Priamar facendola diventare una cittadella dei mutamenti climatici” ha aggiunto.

Prima di lasciare spazio al Tavolo Tecnico, la sessione del mattino si è conclusa con l’intervento del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, a conferma dell’attenzione istituzionale verso un tema che incrocia in modo diretto sicurezza, mobilità, coesione territoriale e capacità di adattamento dei sistemi infrastrutturali.

“Il lavoro portato avanti in Liguria negli ultimi anni – ha dichiarato Rixi - dimostra che investire su prevenzione, monitoraggio e sicurezza delle infrastrutture è la strada giusta. Oggi quell’esperienza rappresenta un modello concreto a livello nazionale. L’impegno di Ansfisa e del Mit va esattamente in questa direzione: rafforzare controlli, conoscenza del territorio e capacità di intervento per garantire infrastrutture sempre più sicure e resilienti”.

L’appuntamento di Savona consolida così il percorso di confronto territoriale avviato da Ansfisa per portare sui territori contenuti, strumenti e proposte del Libro Bianco, con l’obiettivo di rendere sempre più forte il raccordo tra conoscenza tecnica, responsabilità gestionali e decisioni pubbliche. Una traiettoria che punta a fare della prevenzione non un principio astratto, ma una pratica concreta e condivisa di tutela delle infrastrutture e del territorio.

Redazione

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