Attualità - 31 marzo 2026, 10:35

Spiagge libere e costi pubblici, un comitato di cittadini attacca il Pud di Spotorno: "Costerà 1,5 milioni agli spotornesi"

“Il mare è di tutti, ma la sua cura no” è uno degli slogan scelti in una campagna di sensibilizzazione avviata per il paese: “Nuovi costi pubblici e commercio a rischio”

Spiagge libere e costi pubblici, un comitato di cittadini attacca il Pud di Spotorno: "Costerà 1,5 milioni agli spotornesi"

Un grave rischio per le casse comunali e l’economia locale.

Mentre sono sempre aperti i termini per presentare le osservazioni formali - che avrebbero superato la ventina - è questa la posizione espressa da un comitato di cittadini spotornesi attraverso un volantino che nelle prossime ore sarà affisso nelle plance cittadine e distribuito nelle attività commerciali, con l’obiettivo di contestare la revisione del Piano di Utilizzo del Demanio marittimo (PUD).

Nel documento, il comitato si rivolge direttamente alla popolazione con toni abbastanza tranchant. Nel mirino, in particolare, i costi del futuro assetto aumentando la quota di spiagge libere o libere attrezzate alla soglia minima del 40%, al momento necessaria per assegnare le nuove concessioni con durata ventennale. Costi legati per lo più alla gestione della sicurezza e della pulizia delle spiagge non private, tema peraltro già dibattuto durante il Consiglio comunale di adozione del Pud.

“Il sindaco vuole aumentare le spiagge libere, ma il conto lo pagheremo noi spotornesi”, si legge nel testo. E se da un lato la Giunta comunale ha assicurato una buona parte di copertura del servizio attraverso l’impegno dei concessionari dei futuri chioschi, il comitato di spotornesi contrari a questo ampliamento dei lidi di libero accesso non usa mezzi toni rivolgendosi ai concittadini e definendo il piano “come un’ipoteca sulle vostre tasche”.

Il comitato punta il dito contro il passaggio a una gestione pubblica di ampi tratti di litorale, sostenendo che “sostituire in parte l'attuale modello gestionale delle spiagge con una conduzione pubblica significa una cosa sola: nuovi costi pubblici”. Questo perché “il mare è 'di tutti', ma la sua cura no”.

Nello specifico, il volantino elenca poi una serie di criticità legate alla manutenzione ordinaria e alla logistica, e con le possibili ricadute economiche annesse. E lo fa ponendo una serie di interrogativi: “Chi pagherà le tonnellate di spazzatura da smaltire ed il personale per pulire l’arenile ogni giorno? Chi pagherà il servizio di sorveglianza h24 per garantire la sicurezza? Chi pagherà la manutenzione dei servizi igienici, docce, passerelle per disabili?”. Interrogativi a cui i proponenti del manifesto danno una risposta univoca: “Noi spotornesi con le nostre tasse”

Oltre ai costi diretti, i cittadini firmatari evidenziano anche criticità legate alla mobilità. “L’aumento del flusso incontrollato dei veicoli e l’assenza di un piano integrato della mobilità significa un paese ostaggio delle lamiere”, si legge.

Il timore finale è un danno economico presunto e stimato come più che milionario: “Il Pud ci costa 1.500.000 euro all’anno! Un’emorragia di capitali che svuota le nostre tasche”.

Una presa di posizione netta, dunque, che tiene acceso il dibattito sul tema, e che si chiude con una sorta di appello, in attesa dei prossimi passaggi formali e di capire se le osservazioni e il successivo esame degli uffici di Regione Liguria produrranno delle modifiche al Piano: “Il commercio locale non è un optional: ristoranti, bar e negozi rischiano il collasso mentre i turisti consolidati scappano verso altri lidi”.

Mattia Pastorino

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