Attualità - 01 aprile 2026, 07:45

Pesce d’Aprile, lo scherzo che non tramonta mai

Il 1° aprile ha una storia molto antica: c’entrano il cambio del calendario nel XVI secolo e Cleopatra

Pesce d’Aprile, lo scherzo che non tramonta mai

Pesce d’Aprile! Con quanta enfasi lo esclamiamo ogni 1° aprile, ridendo soddisfatti dello scherzo riuscito ai danni di un amico. Appuntamenti finti, notizie buffe e intriganti, fin troppo per essere vere. Burle innocenti che impallidiscono dinanzi a veri e propri tiri mancini attuati in questa fatidica data nel corso della Storia.

Dato il periodo di tensioni internazionali che stiamo vivendo, non tutti saranno dell’umore adatto per ridere e scherzare. Noi comunque vogliamo tenervi compagnia, come sempre, spiegandovi tutto sul Pesce d’Aprile e perché si chiama così.

Antica Roma

La sua origine non è nota, ma nell’Antica Roma si festeggiavano le Veneralia proprio il 1° aprile, mentre le Hilaria avevano luogo il 25 marzo. Le prime erano dedicate a Venere Verticordia, un epiteto della dea dell’amore che significa “trasformatrice di cuori” e che aveva il ruolo di tramutare i pensieri lussuriosi delle donne in condotte più pudiche. Le seconde festeggiavano l’arrivo della primavera ed erano dedicate alla dea della terra Cibele: hilaris significa “giocoso, allegro”, e durante queste feste erano permessi gli scherzi e le prese in giro. Le due ricorrenze potrebbero essersi fuse in una sola con il passare dei secoli e aver dato origine al giorno degli scherzi come lo conosciamo oggi.

Aquileia

Un’altra ipotesi remota riguarda il beato Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia dal 1334 al 1350, il quale avrebbe liberato miracolosamente un papa soffocato da una spina di pesce incastrata in gola; per gratitudine il pontefice avrebbe decretato che ad Aquileia, il 1° aprile, non si mangiasse pesce.

Francia

Altre teorie associano la giornata delle burle alla Francia del XVI, dove il 25 marzo era il giorno di Capodanno, fino a quando il calendario giuliano non fu riformato (1582) e cambiato in calendario gregoriano. Prima di allora i festeggiamenti per il nuovo anno culminavano proprio il 1° aprile. L’ipotesi vuole che con il cambiamento di calendario non tutti riuscirono ad abituarsi subito alla modifica, e vennero etichettati come “sciocchi d’aprile”.

Secondo la leggenda, infatti, molti francesi continuavano a scambiarsi gli auguri e regali per Capodanno tra marzo e aprile. Dei burloni decisero quindi di prenderli in giro consegnando loro regali assurdi o scatole vuote con un biglietto “poisson d’avril”. E tutto ebbe inizio.

Genova

In Italia l’usanza è recente e risale ai primi anni dell’Unità. La prima città ad accogliere l’abitudine francese fu Genova, dove la passione per gli scherzi d’aprile sbarcò nel suo trafficato porto. All’inizio era “un privilegio raro”, per dirla alla De Andrè. Il popolo ne avrebbe beneficiato (e riso) solo parecchi anni dopo.

Firenze

L’enciclopedia Treccani sostiene che sono “varie le spiegazioni dell’origine dell’uso”. Ad esempio c’è chi “ne attribuisce l’invenzione al popolo di Firenze, dal fatto che in quella città si solevano spedire il primo d’aprile i semplicioni a comperare, in una speciale piazza, del pesce che vi era solo in effigie”.

Il Pesce d’Aprile nel resto del mondo

Il Pesce d’Aprile viene festeggiato in tutto il mondo, anche se con modi differenti, ma il significato di questa giornata è pressoché lo stesso: divertirsi e far divertire. Soltanto in Messico ricorre in un giorno diverso, ovvero il 28 dicembre e prende il nome di “Dias de los Innocentes”, in onore degli innocenti che morirono a causa di Erode. Si tratta, anche in questo caso, di una giornata all’insegna di piccoli scherzi e burle.

Nei paesi anglofoni il Pesce d’Aprile prende il nome di “April fool’s day” in riferimento al “fool” che in epoca medievale era il giullare di corte.

In Germania si celebra il “Aprilscherz” ovvero lo scherzo d’aprile.

In Scozia il Pesce d’Aprile è tradizionalmente chiamato Hunt-the-Gowk Day. Sebbene sia caduto in disuso, un “gowk” è un cuculo o una persona sciocca. Lo scherzo consiste nel chiedere a qualcuno di consegnare un messaggio sigillato, richiedendo una sorta di aiuto. Il messaggio recita “Dinna laugh, dinna smile. Hunt the gowk another mile”. Leggendo il messaggio, il destinatario spiegherà che per fornire l’aiuto richiesto, dovrà prima contattare un’altra persona, inviando la vittima a un’altra persona con lo stesso messaggio.

Ma non finisce qui perché nella zona delle Highlands il Pesce d’Aprile dura due giorni. Il secondo giorno il Taily Day, ci si diverte ad attaccare sulla schiena delle povere vittime un biglietto con scritto “Kick me” (prendimi a calci).

In Portogallo gli scherzi vengono fatti non il 1° aprile, bensì la domenica e il lunedì prima della quaresima durante i quali si gettano agli amici interi pacchi di farina!

Gli scherzi del 1° aprile

Gli scherzi che vengono fatti possono essere innumerevoli: sia in Italia che in Francia vi è la pratica di attaccare un pesce di carta sulla schiena della vittima. Da quando esistono i social si è amplificata la possibilità di diffondere le burle con amici e parenti. Persino gli stessi giornali possono giocare ai propri lettori brutti scherzi con l’annuncio di notizie false. Un anno, ad esempio, “La settimana enigmistica”, uno dei periodici più diffusi e “vera istituzione” per chi ama il mondo dei cruciverba, annunciava di aver esaurito “tutte le possibili combinazioni di parole crociate”. Era uno scherzo.

Uno scherzo rimasto nella storia è quello fatto dalla BBC. Che il 1° aprile del 1957 mandò in onda una docufiction, niente docu e tutta fiction, dal titolo The Swiss Spaghetti Harvest (La raccolta degli spaghetti in Svizzera). Le immagini mostravano degli improbabili contadini del Canton Ticino impegnati a raccogliere gli spaghetti maturi che penzolavano dai rami per poi stenderli ad essiccare al sole sulle rastrelliere. Proprio come si faceva a Gragnano nell’Ottocento. Incredibile, ma falso.

Resta da chiedersi: perché si dice “Pesce d’Aprile”?

Perché le vittime degli scherzi “abboccano facilmente all’amo” proprio come i pesci. Un’altra ipotesi sulla denominazione di questa giornata risale alla burla ordita da Cleopatra ai danni dell’amante romano Marco Antonio durante una gara di pesca. Quest’ultimo, per non correre il rischio di un’umiliante sconfitta, aveva incaricato uno schiavo di attaccargli (di nascosto) una preda all’amo. Cleopatra, però, scoprì tutto e la fece sostituire con un gigantesco pesce finto, rivestito di pelle di coccodrillo. Verità o leggenda? Non lo sapremo mai.

Silvia Gullino

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
SU