Smontare la televisione per capirla davvero. È questo il filo conduttore della lezione tenuta da Vittoria Ricci al Master universitario in Giornalismo della IULM, un incontro che ha portato gli studenti dentro i meccanismi, spesso invisibili, dell’informazione televisiva.
Ricci, curatrice del Museo di Striscia la Notizia, ha guidato gli aspiranti giornalisti in un viaggio tra satira, linguaggio televisivo e costruzione della notizia, mostrando come il celebre tg satirico ideato da Antonio Ricci abbia rivoluzionato il modo di raccontare la realtà in TV.
Al centro dell’incontro, un obiettivo chiaro: insegnare a riconoscere le distorsioni dell’informazione e sviluppare un approccio critico verso i media. «Smontare i meccanismi della televisione» e «svelare le finzioni dell’informazione» sono stati i punti chiave della lezione, insieme al tema sempre più attuale delle fake news.
Ricci ha insistito sull’importanza di leggere il linguaggio televisivo, spesso costruito attraverso codici narrativi precisi, capaci di influenzare la percezione dello spettatore.
Ampio spazio è stato dedicato alla storia di Striscia la Notizia, nata alla fine degli anni ’80 come risposta ironica ai telegiornali tradizionali.
Secondo quanto spiegato durante la lezione, il programma si è inserito in un contesto in cui l’informazione televisiva era fortemente centralizzata, proponendosi come “controcanto” satirico capace di anticipare forme di controinformazione.
Nel tempo, Striscia è evoluta da semplice parodia a vero strumento di denuncia, mantenendo però una cifra stilistica unica: mescolare inchiesta e ironia per rendere accessibili temi complessi al grande pubblico.
Uno degli aspetti più rilevanti affrontati da Ricci riguarda il linguaggio. Striscia la Notizia ha infatti introdotto un modo nuovo di raccontare la realtà, rompendo le convenzioni del giornalismo tradizionale e contaminando informazione e intrattenimento.
Un approccio che oggi appare familiare, ma che all’epoca rappresentava una vera innovazione: utilizzare la satira non solo per divertire, ma anche per informare e stimolare spirito critico.
La lezione alla IULM si inserisce in un percorso formativo che punta a preparare professionisti capaci di interpretare – e non solo trasmettere – la realtà.
In un’epoca segnata dalla sovrabbondanza di contenuti e dalla diffusione delle fake news, l’invito rivolto agli studenti è chiaro: non fermarsi alla superficie, ma imparare a decodificare i messaggi, comprendere i contesti e riconoscere le dinamiche che stanno dietro ogni notizia.
Un messaggio che, partendo dalla storia di Striscia la Notizia, guarda al futuro del giornalismo: sempre più ibrido, sempre più complesso, ma anche più consapevole.








