La Regione Liguria ha avviato l’iter per l’aggiornamento delle mappe di pericolosità da alluvione relative al tratto finale del rio Molinero. Il provvedimento riguarda in particolare il segmento del torrente compreso tra il viadotto dell’autostrada A10 e la foce.
Con un decreto del dirigente della struttura regionale competente per l’assetto del territorio, è stata adottata la proposta di revisione delle mappe del Piano di gestione del rischio di alluvioni (PGRA) per il reticolo idraulico secondario. Il documento entra ora nella fase di pubblicità: sarà pubblicato per 30 giorni sul sito della Regione Liguria, sull’albo pretorio del Comune di Savona e sul Bollettino ufficiale regionale. Durante questo periodo cittadini, enti e soggetti interessati potranno presentare eventuali osservazioni.
L’aggiornamento nasce da una richiesta del Comune di Savona, che ha commissionato uno studio idrologico e idraulico di dettaglio per rivedere le aree potenzialmente esposte a esondazione nel tratto urbano del torrente. Lo studio è stato realizzato dalla società Itec Engineering nell’agosto 2025 e trasmesso alla Regione per la valutazione tecnica.
Il rio Molinero è un corso d’acqua con un bacino di circa 5,8 chilometri quadrati e una lunghezza complessiva di circa 4,4 chilometri. Il tratto analizzato nello studio riguarda circa 1,5 chilometri del tratto terminale, tra il cavalcavia dell’autostrada e lo sbocco a mare, dove si trovano ponti, tombinature e infrastrutture.
Nel percorso il torrente attraversa diverse infrastrutture, aree abitate o con servizi come, il Campus Universitario di Savona, via Bonini, lo stadio e l’area ferroviaria, prima di raggiungere il mare. In alcuni tratti è a cielo aperto, mentre in altri è coperto da tombinature e attraversamenti stradali o ferroviari.
Lo studio tiene conto anche di una serie di interventi di sistemazione idraulica già realizzati negli ultimi anni, previsti in un progetto generale del 2017. Tra le opere già terminate ci sono la demolizione di alcune coperture e strutture presenti nell’alveo del torrente; l’allargamento di alcuni tratti dell’alveo; il rifacimento di argini e platee; l’adeguamento di tombinature; interventi di pulizia e riprofilatura del letto del torrente. Tutti interventi che hanno modificato le condizioni idrauliche rispetto alle mappe di rischio precedenti, rendendo necessario un aggiornamento delle valutazioni.
Per la nuova analisi sono stati utilizzati modelli idraulici avanzati e dati topografici ad alta precisione, ottenuti anche tramite rilievi laser LIDAR. Le simulazioni hanno preso in considerazione diversi scenari di piena, con tempi di ritorno di 50, 200 e 500 anni, per individuare le possibili aree di esondazione.
Il modello di simulazione utilizzato consente di calcolare non solo l’estensione delle aree allagabili, ma anche la profondità dell’acqua e la velocità della corrente nei diversi punti del territorio.
Terminata la fase di pubblicazione e raccolta delle eventuali osservazioni, la Regione Liguria avrà 60 giorni di tempo per esaminarle e approvare in via definitiva la revisione delle mappe di pericolosità, poi la proposta aggiornata sarà trasmessa all’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale per l’aggiornamento ufficiale del Piano di gestione del rischio alluvioni.





