Non più la classica gita scolastica all’estero, ma un’esperienza di orientamento e di scoperta delle opportunità future offerte dalla mobilità dei bandi Erasmus, regionali e di altro tipo, oltre ai PCTO all’estero. Il tutto destinato agli studenti che sono stati assidui nella frequenza e non hanno note disciplinari. È il nuovo approccio del Boselli-Alberti-Mazzini-Da Vinci ai viaggi d’istruzione per gli studenti.
Diversi i motivi che hanno portato l’istituto a rivedere i criteri che mettono in soffitta le vecchie gite scolastiche. Da un lato le nuove procedure, che non aiutano l’organizzazione dei viaggi, ma soprattutto la volontà di fornire opportunità formative nuove, capaci di arricchire il curriculum dello studente, oltre al valore sociale dell’esperienza.
«Direi che la gita classica è tramontata – spiega la dirigente scolastica Laura Tasso –. In realtà era già in crisi da un po’ di tempo e abbiamo deciso di adottare un approccio diverso: si individua un obiettivo formativo e trasversale, con studenti di classi diverse che perseguono quello stesso obiettivo. La decisione di privilegiare la formazione all’estero rispetto alla classica gita risponde a diversi fattori. Uno è sociale: non tutte le famiglie possono permettersi di affrontare i costi di una gita».
Un’altra “rivoluzione” riguarda i criteri e un diverso approccio alla questione disciplinare. Non parte per l’esperienza formativa chi ha il rendimento più alto, ma chi è più assiduo nel seguire le lezioni, dimostrando impegno e attenzione al percorso didattico e che non ha note disciplinari, quindi indipendentemente dal reddito familiare e dal voto.
L’istituto lavora così per cogliere tutte le opportunità di esperienze esterne: tra le più recenti un PCTO in Francia, un viaggio premio per la Giornata del Ricordo e una visita a Strasburgo per conoscere le istituzioni europee.





