Curiosità - 11 aprile 2026, 10:24

Anche l’equipaggio della Artemis II ha guardato L’ultima missione - Project Hail Mary

Un film che, in un certo senso, riflette lo spirito della realtà: spingersi oltre i limiti conosciuti

Foto inviata da Artemis II

Foto inviata da Artemis II

Un film di fantascienza, un film sull’ottimismo, un film sull’amicizia, un film sull’accoglienza, un film sulla solitudine: L’ultima missione - Project Hail Mary è tutto questo. E, in un certo senso, riflette lo spirito della realtà: spingersi oltre i limiti conosciuti. Come il lancio di Artemis II in orbita attorno alla Luna, che ha segnato un passo fondamentale verso nuove esplorazioni. La notte tra il 6 e il 7 aprile 2026 rimarrà infatti nella storia: all’01.07, l’equipaggio ha raggiunto la massima distanza mai toccata da esseri umani, 406.000 km dalla Terra, superando il record dell’Apollo 13 stabilito nel 1970.

Tra addestramenti e simulazioni estreme, c’è stato posto pure per il cinema con i 4 astronauti della NASA che hanno guardato proprio il film diretto da Phil Lord e Christopher Miller, trovandolo utile e motivante.

Tratto dal romanzo di Andy Weir, racconta di Ryland Grace (Ryan Gosling), professore di scienze, che si sveglia su una navicella dopo un coma farmacologico indotto, a centinaia di anni luce dalla Terra.

Attraverso una serie di flashback, capiamo che Rayland è stato ingaggiato da un’organizzazione internazionale, diretta da Eva Stratt (Sandra Huller) che cerca di salvare il futuro della Terra con l’operazione Hail Mary. L’universo è minacciato dagli astrofagi, esseri unicellulari che lentamente consumano l’energia delle stelle, destinando il Sole, e quindi la Terra, a diventare sempre più fredda.

Ryland viene incluso nella missione per cercare una spiegazione e una soluzione. Ripresosi dallo shock, si dirige nel sistema Tau Ceti, l’unico luogo dove pare che gli astrofagi non stiano intaccando gli equilibri galattici. In orbita, conosce Rocky, un alieno che ha viaggiato lontano da casa per lo stesso motivo. I due avranno l’opportunità di collaborare e di diventare amici, stabilendo un legame così profondo da spingerli al sacrificio reciproco.

Dopo tanta tensione e lo scampato pericolo, il film ci rassicura anche sul destino del nostro pianeta: vediamo Eva Stratt sulla Terra (ormai segnata da oceani in gran parte congelati) ricevere finalmente le sonde con le informazioni salvifiche inviate da Ryland. La missione ha avuto successo!

Silvia Gullino

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