Attualità - 12 aprile 2026, 07:45

Noli disegna il suo futuro urbanistico: entra nella fase delle osservazioni il nuovo Puc

Si punta sulla riduzione del consumo di suolo e su nuove opportunità per l’edilizia residenziale. Il sindaco Repetto: «Uno strumento concreto, una normativa studiata e calata nella realtà nolese»

Noli disegna il suo futuro urbanistico: entra nella fase delle osservazioni il nuovo Puc

Entra nel vivo la partita per il futuro urbanistico di Noli. Dopo l’adozione in Consiglio comunale lo scorso 9 febbraio, da giovedì 8 aprile si è infatti aperta la finestra temporale delle osservazioni al nuovo Piano Urbanistico Comunale (Puc).

Archiviato definitivamente il precedente piano semplificato, l’Amministrazione Repetto ha presentato un documento - redatto dall’architetto Franco Lorenzani e il suo staff - che punta a ridurre il consumo di suolo, «un’esigenza dettata anche da Regione Liguria da tempo, ma che riteniamo sia anche esigenza culturale», ha specificato nella scorsa seduta del parlamentino nolese il primo cittadino, aggiungendo come questa vuol essere accompagnata da interventi pensati per rispondere «alle varie esigenze sociali della nostra comunità».

Al centro dell’attenzione l’emergenza spopolamento. «Abbiamo già un grosso patrimonio immobiliare che economicamente non sempre è alla portata di tutti - ha detto il sindaco Repetto -. Questo può essere un vantaggio, ma talune volte può anche essere uno svantaggio. Negli ultimi dieci anni Noli ha perso alcune centinaia di residenti: non ce lo possiamo permettere, non possiamo mantenere questa china, immaginare un paese senza residenti o giovani. Cosa che porterebbe alla perdita di alcuni servizi». Per questo una delle ipotesi contenute nel Piano è di affrontare il tema attraverso l’edilizia residenziale convenzionata (Erc) a prezzi calmierati, con un pensiero rivolto «specialmente le giovani coppie, che vogliono mantenere qui la residenza».

Così le nuove linee guida tecniche, con una costa e una fascia immediatamente prossima a essa ormai sature, spostano il baricentro dello sviluppo abitativo verso la collina, negli ambiti di completamento intorno a Voze e al campo sportivo. L’obiettivo è immettere sul mercato tra i 35 e i 40 nuovi alloggi, con metrature comprese tra i 60 e i 100 metri quadrati, così da evitare la proliferazione di mini-appartamenti turistici. Il Comune manterrà il controllo sulle convenzioni, fissando prezzi e requisiti per assicurare un impatto sociale concreto.

Parallelamente, il Puc interviene sulla tutela e sul rilancio dell’entroterra, reintroducendo un indice rurale strettamente legato alla cura del territorio. «Abbiamo ancora aree di territorio non insediate, insediate minimamente, abbandonate e non mantenute come sarebbe lecito aspettarsi - ha spiegato ancora il sindaco - Per questo abbiamo ritenuto di poter dare la possibilità, dove possibile, di individuare zone in cui eseguire piccoli interventi che garantiscano il mantenimento del fondo».

La soluzione individuata si traduce in una sorta di “patto agricolo”: viene concesso un indice edificatorio minimo (0,001 mq/mq), ma subordinato a requisiti rigorosi. Serviranno lotti contigui molto ampi (dai 3.000 metri quadrati, fino a 4.000 per i crinali di maggior pregio paesaggistico) e sarà fissato un limite massimo di 20-30 nuove unità, per preservare l’equilibrio della collina. Chi costruirà dovrà sottoscrivere una convenzione che lo vincola alla manutenzione dell’area agricola, creando così un presidio attivo contro il dissesto idrogeologico. A supporto della vita rurale previste norme semplificate, approvate all’unanimità con un emendamento per la realizzazione di vasche di irrigazione fino a 20 metri cubi e di piccole piscine in campo aperto.

Se da un lato la collina viene valorizzata, dall’altro costa e patrimonio storico vengono rigidamente tutelati. Le direttive tecniche individuano ambiti di “conservazione pura” per il centro storico, per i piccoli nuclei isolati come Tosse e per la fascia litoranea, recependo il Piano degli Arenili e cancellando definitivamente il progetto del porticciolo al confine con Spotorno. Nel Parco delle Manie resta elevato il livello di tutela, con la sola possibilità di recuperi mirati di ruderi storici, come l’Eremo D’Albertis, a fini turistico-ambientali.

Una impostazione di “sviluppo controllato” riflessa anche in due piccoli distretti periferici destinati agli insediamenti produttivi: uno turistico-ricettivo sotto Voze e uno artigianale verso Magnone. «Non possiamo e non vogliamo diventare una zona industriale, ma abbiamo la necessità di dare qualche spazio e aumentare la nostra offerta per questo tipo di attività», ha chiarito Repetto, precisando però che tali funzioni saranno confinate in aree specifiche per evitare la congestione dell’abitato.

Sul piano tecnico e amministrativo, il Puc punta alla massima trasparenza e fruibilità agevole da parte dei tecnici: assorbe e organizza in un quadro unitario le deroghe del Piano Casa, fissando l’ampliamento volumetrico ordinario al 20%, con punte del 35% solo in caso di specifiche operazioni di demolizione e ricostruzione. «Si tratta di un Piano quanto più “approvabile” possibile - ha concluso il sindaco - Abbiamo ritenuto inutile disegnare un libro dei sogni, preferendo invece interventi concreti e realizzabili, valutando e recependo anche buona parte delle osservazioni presentate nel 2022 per il precedente Puc semplificato. L’auspicio è che questo Piano possa semplificare il lavoro dei nostri uffici, racchiudendo al suo interno tutte le norme vigenti. Ogni ambito avrà la sua scheda puntuale, senza possibilità di fraintendimenti. Torniamo a una normativa studiata e calata nella realtà nolese».

Ora la parola passa anzitutto ai cittadini, che avranno 60 giorni di tempo per presentare le proprie osservazioni. Successivamente sarà la Regione Liguria a esprimersi in via definitiva sul nuovo assetto urbanistico di Noli.

Mattia Pastorino

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