Si accende il confronto ad Altare attorno alla gestione del marchio De.Co. (Denominazione Comunale), lo strumento con cui il Comune valorizza i prodotti tipici locali come il “Riso in cagnone”, i “Crusotti” e i “Maccheroni all’ago”.
Al centro della vicenda c’è l’Associazione culturale “Arti e Misteri ad Altare” (AMA), che lo scorso 1 dicembre 2025 aveva formalmente richiesto al Comune la concessione dei file dei loghi dei prodotti De.Co., con l’obiettivo dichiarato di realizzare materiale divulgativo, adesivi ed espositori a supporto di produttori e attività locali.
L’associazione, guidata da Fulvio Michelotti, aveva inoltre precisato che si sarebbe fatta carico degli eventuali costi dell’operazione, sottolineando l’intento di promozione del territorio e delle sue eccellenze gastronomiche.
La risposta dell’amministrazione comunale è però arrivata solo nei mesi successivi, con una comunicazione datata 11 aprile 2026. Nel documento, il Comune di Altare chiarisce che, “ai sensi dell’articolo 10 del vigente Regolamento Comunale De.Co. approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 44/2018”, l’associazione non rientrerebbe tra i soggetti autorizzati all’utilizzo del marchio e del relativo logo.
L’amministrazione aggiunge inoltre di stare valutando preventivi per la realizzazione diretta di adesivi ufficiali da destinare alle imprese iscritte al registro De.Co., da esporre presso vetrine e sedi operative.
Una posizione che, di fatto, respinge la richiesta dell’associazione e apre un fronte di confronto sul ruolo dei soggetti privati nella promozione dei prodotti locali e sulla gestione del marchio comunale. Dall’altra parte, l’AMA rivendica la finalità culturale e promozionale dell’iniziativa, legata alla valorizzazione delle tradizioni gastronomiche del territorio altarese.
"L’amministrazione comunale si è comportata in modo corretto", spiega il sindaco Roberto Briano. "Esiste un regolamento che stabilisce che la gestione dei loghi spetti al Comune. Abbiamo già predisposto degli adesivi che verranno applicati sulle vetrine degli esercizi commerciali aderenti, che producono i prodotti DeCo".
"Anche se non direttamente in prima persona, abbiamo sempre svolto attività di promozione in collaborazione con la Pro Loco e con il Museo del Vetro. Le accuse secondo cui saremmo 'dormienti' su questa vicenda mi lasciano perplesso. Il Comune deve affrontare molte problematiche e, se questa viene considerata la principale, lo trovo altrettanto discutibile. Per me tutte le questioni hanno la stessa importanza. Si finisce per parlare di questo tema, invece che di interventi ben più rilevanti per la comunità", conclude il primo cittadino.





